Il silenzio sul rinnovo entro il 30 maggio allontana il tecnico da Firenze. Grosso in pole, ma si guardano anche profili esteri. Scelta attesa prima del viaggio negli USA da Commisso.

Il futuro della panchina della Fiorentina si trova a un bivio definitivo. Entro la fine della settimana è programmato un faccia a faccia decisivo tra Paolo Vanoli e i vertici societari viola, ma l'assoluto silenzio del club sul fronte del rinnovo contrattuale — la cui scadenza naturale è fissata per il trenta maggio — viene ormai interpretato dagli addetti ai lavori come un chiaro preavviso di addio. La mancata attivazione dell'opzione di prolungamento da parte della società alimenta l'ipotesi che le strade del tecnico e della Fiorentina siano destinate a separarsi.

In questo scenario di forte incertezza, il direttore sportivo Fabio Paratici si è già mosso per non farsi trovare impreparato, avviando una serie di valutazioni su più profili. L'alternativa più concreta ed immediata porta a Fabio Grosso, attuale allenatore del Sassuolo, il quale avrebbe già espresso il proprio gradimento per un eventuale trasferimento a Firenze. La lista della dirigenza non si ferma però ai confini nazionali: i radar di mercato monitorano con attenzione anche la Premier League, con i profili di Andoni Iraola del Bournemouth e di Oliver Glasner del Crystal Palace. Secondo quanto riportato dalla Nazione, esisterebbe tuttavia un'ulteriore pista di primissimo piano, un "nome forte" e di grande impatto che la società sta mantenendo sotto screttissimo riserbo.

La strategia temporale della Fiorentina appare delineata: l'intenzione è quella di chiudere la pratica legata alla nuova guida tecnica entro i primissimi giorni di giugno. La fumata bianca dovrà necessariamente arrivare prima dell'otto giugno, data in cui il direttore generale Alessandro Ferrari e lo stesso Paratici voleranno negli Stati Uniti. L'obiettivo della dirigenza è infatti quello di presentarsi al cospetto della famiglia di Rocco Commisso con le idee totalmente chiare e i contratti definiti, così da poter programmare senza ulteriori ritardi il futuro tecnico e sportivo della squadra. Lo scrive La Nazione.

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