Una grande rassegna diffusa in quattro sedi culturali racconta mezzo secolo di rilievi, disegni e passioni dello studioso. Nel progetto coinvolto anche il carcere della Dogaia di Prato.

Firenze celebra la figura di Roberto Corazzi, l'architetto e docente scomparso nel duemilaquattordici, considerato uno dei massimi esperti mondiali dell'opera di Filippo Brunelleschi e dei sistemi costruttivi della Cupola del Duomo. Dal ventotto maggio prenderà il via la mostra diffusa dal titolo “Roberto Corazzi. L'Architettura come Ricerca e Passione”, un percorso espositivo che si snoderà attraverso quattro diverse sedi cittadine per raccontare una vita dedicata all'intreccio tra arte, scienza e impegno sociale. L'iniziativa è promossa dall'Opera di Santa Maria del Fiore insieme al dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze, alla Fondazione Romualdo Del Bianco e con una speciale collaborazione con la Casa circondariale La Dogaia di Prato.

Il viaggio alla scoperta dello studioso toccherà i luoghi centrali della formazione e della cultura fiorentina. Presso il plesso di Santa Teresa del dipartimento di Architettura di Unifi, la mostra si aprirà con una mattinata di studi dedicata al Corazzi professore, esponendo i rilievi e gli elaborati grafici realizzati nel tempo dalle generazioni di studenti che lo hanno avuto come punto di riferimento accademico. La Libreria Brunelleschi, affacciata su piazza San Giovanni, ospiterà invece la sezione più intima della rassegna, mettendo in mostra schizzi storici e disegni originali eseguiti a mano libera dall'architetto durante oltre cinquant'anni di arrampicate e rilievi tecnici dentro la Cupola.

La terza tappa del percorso sarà ospitata nelle sale della Fondazione Romualdo Del Bianco in via del Giglio, dove l'attenzione si sposterà sulle maquette e sui modelli tridimensionali ad altissima precisione che Corazzi utilizzava per tradurre e spiegare la complessità geometrica brunelleschiana. Il percorso si completerà infine all'interno dell'aula didattica del Museo dell'Opera del Duomo con l'esposizione di un imponente modello in legno della Cattedrale di Firenze. Quest'opera, dalle dimensioni di oltre un metro per un metro e mezzo, è stata realizzata interamente dai detenuti del carcere pratese della Dogaia proprio sotto la supervisione e la direzione dello stimato docente, a testimonianza del suo costante impegno civile. Per tutta la durata della mostra, le strutture organizzatrici attiveranno laboratori specifici pensati per avvicinare i ragazzi sotto i trent'anni e le famiglie ai misteri della grande architettura rinascimentale.

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