Al vertice economico di Firenze il governatore toscano richiama il caso Kering a Scandicci: «Cooperazione fondamentale per superare le crisi occupazionali». Rafforzati i patti storici con Corsica, Provenza e Loira.

AGGIORNATA - L'iniziativa di oggi, è stato spiegato, nasce in continuità con le precedenti esperienze di cooperazione, per porre l'accento sul ruolo strategico delle Regioni nel rafforzamento delle relazioni economiche e istituzionali tra Italia e Francia. L'obiettivo principale è incentivare la collaborazione economica, l'internazionalizzazione e lo sviluppo degli investimenti esteri e valorizzare le potenzialità dei rispettivi territori, rispondendo insieme alle nuove sfide dei mercati globali. La Francia è il primo paese per imprese a controllo estero in Toscana con 114 aziende e oltre 21.000 addetti, mentre l'export toscano verso l'Oltralpe vale sette miliardi di euro.    

"La Toscana - ha commentato l'assessore all'economia Leonardo Marras, intervenuto al Forum - sta attraversando una trasformazione profonda del proprio modello produttivo e questa trasformazione non possiamo affrontarla da soli. Questa giornata ci ha mostrato che queste differenze non sono un ostacolo. Sono il fondamento di una complementarità che aspetta solo di essere organizzata. Le nostre imprese possono essere fornitrici di eccellenza per i grandi gruppi e i cluster francesi.

I vostri ecosistemi - ha affermato - possono offrire alle nostre pmi l'accesso a reti, competenze e mercati che da sole non raggiungerebbero. E la Regione Centre-Val de Loire, che oggi ci ha onorato della sua presenza come Regione ospite, incarna questa complementarità in modo esemplare". 


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La cooperazione economica e diplomatica tra Italia e Francia riparte da Firenze, ma con un focus d'urgenza puntato sulla difesa e sul rilancio del comparto del lusso. A margine del “Forum Francia-Toscana. Nuove rotte per la cooperazione economica” — l'evento promosso dalla Regione Toscana e dall'Ambasciata di Francia, d'intesa con il Comune e il consolato transalpino — il presidente Eugenio Giani ha tracciato le linee guida della partnership, indicando nel settore manifatturiero e della moda il tavolo di confronto più caldo e prioritario.

Il "nodo" Kering e la crisi di Scandicci

Le parole del governatore hanno toccato immediatamente l'attualità industriale del distretto toscano, richiamando la recente mobilitazione sindacale nel cuore della Leather Valley fiorentina: «Più che su un singolo progetto, in questo momento c’è da stare molto vicini sui temi della moda. Il pensiero va alla manifestazione dei lavoratori del gruppo Kering della scorsa settimana a Scandicci».

Il riferimento è alla protesta contro i tagli occupazionali annunciati per il marchio Alexander McQueen da parte del colosso francese del lusso (che in Toscana controlla brand del calibro di Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga e Ginori 1735). Secondo Giani, è proprio questo il terreno su cui l'asse italo-francese deve dimostrarsi solido: attivare canali di cooperazione diretti per tutelare il saper fare toscano e rilanciare la presenza dei grandi marchi internazionali che hanno scelto di produrre nella regione.

Il Trattato del Quirinale e i patti con le Regioni francesi

L'incontro di Firenze si inserisce nella cornice diplomatica internazionale più ampia stimolata dal Trattato del Quirinale, siglato sotto la supervisione del presidente Sergio Mattarella e del presidente Emmanuel Macron, che impegna i territori a stringere patti di solidarietà e sviluppo bilaterale. «Italia e Francia sono le due nazioni che in qualche modo possono muovere l'Europa — ha spiegato Giani ai giornalisti — perché hanno un rapporto straordinario nella storia, nel presente e nelle prospettive».

In quest'ottica di cooperazione decentrata, la Toscana ha consolidato negli ultimi anni tre relazioni macro-regionali privilegiate:

  • Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra: incentrate principalmente sulle rotte marittime, l'economia blu e la gestione dei flussi turistici condivisi nel Mediterraneo.

  • Centro-Valle della Loira: un partenariato storico nato nel 2018 nel segno della cultura e del turismo e progressivamente rinnovato. Oggi il protocollo d'intesa si è esteso a settori chiave come lo sviluppo economico industriale, l'agricoltura sostenibile, la formazione professionale e i progetti di ricerca scientifica universitaria.

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