Opere da libri di Paolo della Bella e Aldo Frangioni

Gli spazi de La Montanina a Fiesole si preparano a ospitare, dal 5 al 19 giugno 2026, la mostra intitolata L’invisibile complemento, un progetto espositivo promosso da Arte Accatena - Arte in Sequenza di Artisti Contemporanei. La rassegna propone al pubblico ventiquattro opere nate dalle pagine di due volumi firmati da Paolo della Bella e Aldo Frangioni. L'inaugurazione ufficiale è fissata per venerdì 5 giugno alle ore 17.30 e sarà arricchita da una performance dell'attrice Elisa Zuri, che reciterà una selezione di brani e poesie tratti dai lavori in esposizione, accompagnata dalla proiezione di due contributi video curati da Beniamino Bombardieri e Beppe Piano.

Il percorso espositivo si sviluppa attorno all'incontro e al dialogo tra due progetti editoriali molto differenti ma profondamente connessi. Da un lato si trova l'opera intitolata L’Artista fa coppia con il Caso di Paolo della Bella, una raccolta di liriche composte nel 1996 e illustrate attraverso l'intervento imprevedibile del caso stesso. Dall'altro lato spicca il volume amanuense unico di Aldo Frangioni, realizzato su pregiata carta Fabriano filigranata e composto da quarantaquattro disegni a tecnica mista, abbinati a passaggi e formule conclusive tratti da romanzi e poesie particolarmente significativi per la formazione dell'autore.

La mostra traduce questa dimensione editoriale in uno spazio fisico, creando una fitta rete di rimandi visivi e testuali che riflette una sinergia artistica quasi cinquantennale tra i due autori. Anche nei lavori prettamente individuali emerge una costante e implicita presenza reciproca, che dà appunto il titolo all'intera esposizione. A corredo dell'evento è stato pubblicato un catalogo edito da Cadmo Editore, ironicamente sottotitolato Agiografie Artistiche non Autorizzate, che ripercorre i decenni di collaborazione tra della Bella e Frangioni attraverso un ricco compendio di mostre, fotografie, scritti e disegni realizzati a quattro mani.

Il volume è introdotto da un saggio critico dello storico dell'arte Antonio Natali, intitolato Lasciateli divertire - Prolungamenti di un'etica libertaria. Nel suo testo, Natali rintraccia nelle opere esposte l'eco delle avanguardie storiche, dal Futurismo al Dadaismo fino al Surrealismo, sottolineando una spiccata propensione dei due artisti a giocare sul piano concettuale attraverso il paradosso, l'ironia e la contraddizione. Il critico evidenzia come il titolo stesso sintetizzi perfettamente lo spirito della loro produzione, in cui la firma di uno include idealmente anche lo sguardo dell'altro, muovendosi all'interno di un linguaggio figurativo ed espressivo ora enigmatico, ora volutamente criptico.

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