Il direttore artistico interviene sul superamento delle tensioni passate alla presentazione della nuova stagione. Il direttore generale Zambaldi traccia il bilancio e punta al pareggio

Si apre all'insegna del dialogo e della distensione il nuovo corso della Fondazione Teatro della Toscana, l'ente che cura l'attività di diverse realtà teatrali tra cui lo storico Teatro della Pergola di Firenze. A margine della presentazione della nuova stagione, lo scrittore e direttore artistico Stefano Massini ha commentato l'evoluzione dei rapporti con le istituzioni centrali, definendo l'attuale legame con il Governo come un rapporto di franca, onesta e bella collaborazione, nato a seguito del raggiungimento di un accordo condiviso.

Massini non ha mancato di fare un accenno alle frizioni che avevano caratterizzato i mesi precedenti, rilevando come probabilmente, durante lo scorso anno, da parte di alcuni esponenti governativi si fosse tesa un po' troppo la corda. Secondo il direttore artistico, gli stessi interlocutori istituzionali sembrano essersi resi conto dell'errore alla luce degli eventi successivi, concludendo che penalizzare una realtà teatrale caratterizzata da performance e risultati così positivi non si fosse rivelata una grande idea.

A tracciare un bilancio economico e gestionale della struttura è stato invece il direttore generale del Teatro della Toscana, Walter Zambaldi. Il manager ha definito quella appena trascorsa come una buona stagione, contrassegnata da una crescita sul fronte dei numeri. Zambaldi ha tuttavia precisato che i dati quantitativi all'interno di un teatro rappresentano indicatori importanti ma non assoluti, poiché la gestione di una macchina culturale risponde a un'anima complessa e richiede un'analisi dettagliata, voce per voce, sebbene l'andamento complessivo sia ampiamente soddisfacente.

Il principale traguardo gestionale fissato dalla direzione resta il raggiungimento del pareggio di bilancio, un obiettivo considerato prioritario per statuto e definizione. Rispondendo infine alle domande dei giornalisti in merito a un possibile ritorno della Fondazione alla qualifica ufficiale di "teatro nazionale", Zambaldi ha chiarito che l'aspirazione primaria resta il perseguimento dell'eccellenza, una qualità che prescinde dalle definizioni burocratiche. Qualora il Ministero della Cultura decida di riconoscere tale eccellenza attribuendo nuovamente il titolo di teatro nazionale, la Fondazione si farà trovare pronta a ricoprire quel ruolo.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies