Un tavolo prefettizio per analizzare la situazione legalità nei cantieri edili, a seguito dell'aggressione di venerdì a Scandicci (Firenze) a un gruppo di ispettori del lavoro aggredito mentre svolgeva un controllo a un cantiere edile è stato chiesto, in una nota, da Giulia Bartoli, segretaria generale Fillea Cgil Firenze.
"Condanniamo con fermezza questa aggressione: casi del genere non sono isolati e non possono essere minimizzati. Chi alza le mani contro un ispettore alza le mani contro l'intera comunità dei lavoratori onesti e delle imprese che rispettano le regole", ha continuato Bartoli. "Il settore edile resta uno dei più a rischio e, nonostante i proclami, rischia di rimanere terra di nessuno", ha speigato sottolineando che: "Quando i controlli arrivano, danno fastidio. Perché mettono in luce un sistema che su illegalità e sfruttamento costruisce profitti facili. Serve una risposta forte e immediata, per tutelare gli ispettori che hanno sempre più responsabilità individuali e poche tutele, e un'alta esposizione al rischio.
Oltre a chiedere più ispettori e più risorse per i controlli, perché non si contrasta l'illegalità con organici ridotti all'osso. Serve lo stop alla catena degli appalti senza responsabilità e chi subappalta deve rispondere in solido per salari, contributi e sicurezza - ha spiegato la sindacalista -. Occorre poi l'applicazione integrale del Contratto nazionale edile come condizione per lavorare nei cantieri pubblici e privati. Visto che questo succede nella nostra Firenze è urgente la convocazione di un tavolo prefettizio per analizzare la situazione legalità nei cantieri edili, per una task force di supporto all'attività ispettiva".
"Da una parte ci sono le imprese serie, i lavoratori, i tecnici e gli ispettori che vogliono un settore trasparente. Dall'altra ci sono chi specula sulla pelle delle persone e chi usa la violenza per fermare i controlli. Non faremo un passo indietro. La legalità nei cantieri non si negozia. La sicurezza non è un costo, è un diritto", ha concluso Bartoli.
"Condanniamo con fermezza questa aggressione: casi del genere non sono isolati e non possono essere minimizzati. Chi alza le mani contro un ispettore alza le mani contro l'intera comunità dei lavoratori onesti e delle imprese che rispettano le regole", ha continuato Bartoli. "Il settore edile resta uno dei più a rischio e, nonostante i proclami, rischia di rimanere terra di nessuno", ha speigato sottolineando che: "Quando i controlli arrivano, danno fastidio. Perché mettono in luce un sistema che su illegalità e sfruttamento costruisce profitti facili. Serve una risposta forte e immediata, per tutelare gli ispettori che hanno sempre più responsabilità individuali e poche tutele, e un'alta esposizione al rischio.
Oltre a chiedere più ispettori e più risorse per i controlli, perché non si contrasta l'illegalità con organici ridotti all'osso. Serve lo stop alla catena degli appalti senza responsabilità e chi subappalta deve rispondere in solido per salari, contributi e sicurezza - ha spiegato la sindacalista -. Occorre poi l'applicazione integrale del Contratto nazionale edile come condizione per lavorare nei cantieri pubblici e privati. Visto che questo succede nella nostra Firenze è urgente la convocazione di un tavolo prefettizio per analizzare la situazione legalità nei cantieri edili, per una task force di supporto all'attività ispettiva".
"Da una parte ci sono le imprese serie, i lavoratori, i tecnici e gli ispettori che vogliono un settore trasparente. Dall'altra ci sono chi specula sulla pelle delle persone e chi usa la violenza per fermare i controlli. Non faremo un passo indietro. La legalità nei cantieri non si negozia. La sicurezza non è un costo, è un diritto", ha concluso Bartoli.
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