La giunta comunale allarga le restrizioni oltre il centro storico Unesco per contrastare l’aumento degli affitti brevi e tutelare la residenzialità

Il Comune di Firenze amplia le limitazioni agli affitti turistici brevi già in vigore nel centro storico Unesco. La giunta guidata dalla sindaca Sara Funaro ha approvato una delibera che estende il divieto di aprire nuovi B&B e nuove locazioni turistiche a 504 strade della città, coinvolgendo quartieri come Gavinana, Rifredi, San Jacopino, Campo di Marte, Statuto e Savonarola.

Il provvedimento, che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale, potrebbe entrare in vigore dal 19 giugno. L’obiettivo dichiarato è contenere la crescita degli affitti brevi e difendere il diritto all’abitare, evitando che il fenomeno si espanda fuori dal centro storico.

L’estensione riguarda le zone urbanistiche A3 e A4, considerate particolarmente esposte alla pressione turistica. Secondo uno studio realizzato dall’Università La Sapienza insieme all’ufficio statistica del Comune, in alcune aree l’aumento degli affitti brevi ha raggiunto picchi vicini al 97%, con quartieri come Pignoncino e San Frediano tra i più colpiti.

La sindaca Funaro ha spiegato che il Comune non vuole “fare una guerra contro qualcuno”, ma trovare un equilibrio tra turismo e qualità della vita dei residenti. Anche l’assessore al Turismo Jacopo Vicini ha sottolineato la necessità di gestire i flussi turistici in modo sostenibile.

Nel frattempo il turismo continua a crescere: nel 2025 Firenze ha registrato oltre 4,7 milioni di arrivi e 11,5 milioni di presenze, con un forte aumento rispetto all’anno precedente. Le locazioni turistiche rappresentano ormai oltre la metà dei posti letto cittadini, mentre gli annunci online sono saliti da circa 10.800 nel 2023 a oltre 12.200 nel 2026.

La misura divide politica e categorie economiche. Alcune associazioni del settore parlano di un approccio “ideologico” contro gli affitti brevi, mentre sindacati e forze di maggioranza sostengono la scelta del Comune, considerandola fondamentale per limitare la speculazione immobiliare e proteggere la residenza stabile in città. Lo scrive la Nazione. 

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