Il consulente immobiliare Birignani: il vero nodo è la sicurezza degli sfratti, non solo le restrizioni sugli Airbnb

L’estensione del blocco ai nuovi affitti turistici brevi anche fuori dall’area Unesco nel comune di Firenze potrebbe avere effetti limitati sul mercato immobiliare se non accompagnata da misure strutturali a tutela dei proprietari. È la valutazione di Tommaso Birignani, consulente di Tecnocasa in Toscana.

Secondo l’esperto, il problema centrale non è solo la crescita degli affitti brevi, ma la difficoltà per i proprietari di rientrare in possesso degli immobili in caso di morosità. Senza tempi certi per gli sfratti, molti piccoli proprietari preferirebbero soluzioni più flessibili come gli affitti turistici, anche se meno redditizi rispetto al centro storico.

Birignani osserva che nelle aree semicentrali come Campo di Marte, Gavinana e Rifredi il provvedimento potrebbe contribuire a difendere la residenzialità, mentre nel centro storico gli effetti sarebbero minimi perché i residenti sono già diminuiti per altri fattori, come vivibilità, traffico e pedonalizzazioni.

Dal punto di vista economico, il consulente ritiene che fuori dal centro gli affitti brevi non siano sempre altamente redditizi e che spesso vengano scelti più per la possibilità di mantenere il controllo dell’immobile e ridurre i rischi di morosità che per pura speculazione.

Per questo, secondo Birignani, anche il mercato delle compravendite e degli affitti tradizionali nelle zone semicentrali non dovrebbe subire grandi variazioni di prezzo. In queste aree, infatti, l’acquisto immobiliare resta spesso legato a esigenze familiari o di lungo periodo più che a investimenti turistici.

La conclusione è che il provvedimento del Comune, da solo, non sarebbe sufficiente a risolvere la crisi abitativa. Per incidere davvero sul mercato, servirebbero riforme più ampie che garantiscano maggiore certezza giuridica ai proprietari, soprattutto sui tempi di gestione delle morosità, sul modello di altri Paesi europei. Lo scrive la Nazione. 

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