Residenti e commercianti chiedono equilibrio: il turismo cresce, ma il rione perde famiglie e case in affitto tradizionale

A Firenze la stretta sugli affitti turistici brevi si amplia oltre il centro storico Unesco e coinvolge nuove aree urbane della città, estendendosi alle sottosezioni A3 e A4 del Piano Operativo Comunale.

Il nuovo provvedimento, approvato dalla giunta, interessa nove macro-zone che comprendono quartieri come Campo di Marte, San Jacopino, Gavinana, Rifredi, Statuto, Libertà e altre aree dell’espansione ottocentesca e novecentesca. L’obiettivo è limitare la crescita delle locazioni turistiche in zone sempre più sotto pressione abitativa.

Nel quartiere fiorentino di San Jacopino si allarga il fenomeno degli affitti brevi, con una trasformazione evidente del tessuto urbano. Le vie della zona mostrano una forte concentrazione di appartamenti turistici, spesso gestiti tramite “key box” e suddivisione degli alloggi in più unità, con una presenza crescente di strutture ricettive in palazzi un tempo destinati a residenti o studenti.

Secondo lo studio del Comune, l’area rientra tra quelle a maggiore pressione ricettiva, con effetti visibili sulla composizione sociale del quartiere: diminuiscono gli affitti tradizionali 4+4 e le famiglie residenti, mentre aumentano i flussi turistici e gli appartamenti dedicati a soggiorni brevi. Commercianti e residenti descrivono un cambiamento rapido, con la progressiva sostituzione della vita di quartiere con un sistema più orientato al turismo.

Nonostante le criticità, nel racconto emergono anche attività e presìdi che cercano un equilibrio, adattandosi alla nuova domanda senza rinunciare alla dimensione di comunità. La richiesta diffusa è quella di una “giusta misura”: contenere gli effetti più invasivi degli affitti brevi senza penalizzare chi vuole affittare o mantenere un’attività legata al territorio. Lo scrive Repubblica. 

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