'Non è un cambio di cura di una città malata'

“La sentenza del Tar ha tolto ogni alibi all’amministrazione, che ora può intervenire per ricostruire un rapporto equilibrato tra residenza e turismo. Ma non lo fa. La prima azione messa in campo dalla Giunta Funaro è infatti molto limitata: estendere il modello del blocco Unesco ad altre zone. Perché è limitata? Perché non rappresenta un cambio di cura per una città malata. Congelare la situazione non significa curare una città in cui, a prezzi accessibili, non si trova né un affitto né un immobile da acquistare”, così in una nota Salviamo Firenze.

“Chiunque viva in area Unesco sa che, in questi due anni dal blocco formale degli affitti brevi, la situazione non è migliorata. Si continua a eludere la domanda centrale: il numero di affitti brevi attivi è sostenibile? No, non lo è. La moratoria dovrebbe servire a programmare il futuro, non a rinviare le decisioni. Invece si continua a temporeggiare, spostando al 2028 la scelta necessaria di definire con largo anticipo i tetti numerici e i criteri premianti, anche per permettere ai proprietari di pianificare le proprie scelte. Non farlo oggi rischia di produrre una situazione di proroga infinita, con aree Unesco in cui gli indici di occupazione degli affitti brevi restano doppi o tripli rispetto ad altre zone”.

La sindaca Sara Funaro viene ancora criticata: “Si considera apripista in Italia, e sulla carta lo è certamente, ma nei fatti ancora no, perché mancano del tutto i controlli”, non solo sugli affitti brevi ma anche “sull’improvviso boom degli affitti transitori fittizi, che sono illegali e stanno dilagando”. A questo si aggiunge che “la speculazione non si ferma: le gru continuano a lavorare giorno e notte a San Gallo e il cemento è previsto alle Cascine, nell’area ex OGR”.

Dal primo aprile è partita la campagna informativa con volantinaggio e social; dal 28 maggio, con la prima assemblea al Teatro Puccini – Ridotto, si apre la seconda fase della campagna, che prevede il lancio di una petizione pubblica e un percorso di ascolto delle proposte della cittadinanza per un uso pubblico “a cemento zero”.

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