L’estensione del blocco ai nuovi affitti turistici brevi anche in alcune aree fuori dal centro storico Unesco trova il consenso delle associazioni del commercio e dell’artigianato fiorentino. Secondo Confcommercio, Confartigianato, Cna e Confesercenti, il provvedimento rappresenta un tentativo di difendere la residenza stabile, il commercio di prossimità e l’equilibrio sociale della città.
Il presidente di Confcommercio Firenze, Aldo Cursano, sottolinea che non si tratta di ostacolare il turismo, ma di riportarlo entro “un quadro di regole e sostenibilità”. Il timore è che l’espansione incontrollata degli affitti brevi svuoti i quartieri di residenti, trasformando il tessuto commerciale e favorendo attività rivolte quasi esclusivamente ai turisti. “Le città senza cittadini sono come la campagna senza contadini”, afferma Cursano, evidenziando anche le difficoltà abitative per lavoratori e imprese.
Sulla stessa linea Confartigianato Firenze. Il direttore generale Jacopo Ferretti definisce la misura “una manovra che tutela la residenza” e osserva come, dopo i primi vincoli nel centro storico, gli affitti turistici si siano spostati verso le aree esterne e lungo le direttrici della tramvia. Per l’associazione, mantenere residenti stabili è fondamentale per evitare la desertificazione commerciale dei quartieri.
Favorevole anche Cna Firenze Metropolitana. Il direttore generale Lorenzo Cei denuncia gli effetti distorsivi degli affitti brevi non regolamentati, sia sul fronte della concorrenza verso le strutture ricettive tradizionali sia sul problema abitativo. Secondo Cei, la difficoltà nel trovare case a prezzi accessibili aggrava anche la carenza di personale per le imprese.
Più prudente ma comunque positivo il giudizio di Confesercenti Firenze. Il presidente Santino Cannamela ritiene necessario attendere per valutare gli effetti concreti del provvedimento, ma considera “allarmante” il quadro emerso dagli studi sulle trasformazioni urbane legate agli affitti brevi. Per questo definisce la scelta del Comune un tentativo di salvaguardare l’equilibrio tra residenza e turismo. Lo scrive la Nazione.
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