Il centro storico di Firenze risulta sempre più dominato dalle locazioni turistiche brevi, mentre la pressione degli Airbnb si estende anche oltre l’area Unesco e cresce soprattutto nelle periferie. È quanto emerge da una relazione tecnica del professor Filippo Celata de La Sapienza, utilizzata come base per la delibera del Comune sui nuovi limiti agli affitti brevi.
Nel cuore della città il rapporto tra appartamenti destinati ad affitti turistici e quelli affittati a residenti raggiunge il 190%, con punte del 473% alle “Coste” e del 281% nel cosiddetto quadrilatero d’oro. In alcune zone centrali, tra Duomo e piazza della Signoria, si arriva a quasi tre immobili turistici per ogni appartamento in affitto tradizionale. Solo San Frediano resta leggermente sotto la soglia del 100%.
Fuori dall’area Unesco il fenomeno si attenua ma resta significativo, con valori che sfiorano il 50% in quartieri come via Gioberti, San Jacopino e l’area Libertà-Savonarola. In crescita anche le periferie, dove gli incrementi percentuali tra 2021 e 2025 sono più marcati, pur partendo da numeri assoluti più bassi.
Secondo lo studio, il Comune ha esteso i nuovi blocchi agli affitti brevi a circa il 44% delle abitazioni cittadine. Tuttavia, la geografia dei divieti non coincide perfettamente con quella del fenomeno, anche a causa dei vincoli urbanistici e del Piano operativo. Ne derivano alcune “zone cuscinetto” e aree rimaste fuori dai blocchi, come parti di via Senese, Bellariva, la zona della Leopolda e San Jacopino.
L’assessore al Turismo Jacopo Vicini parla di un monitoraggio costante e rivendica la rapidità di intervento dell’amministrazione, mentre la sindaca Sara Funaro sottolinea la possibilità di ulteriori modifiche future alla mappa delle restrizioni.
Il tema resta destinato a evolversi: nel 2028 scadrà la moratoria sugli affitti brevi e il Comune potrà introdurre soglie massime per zona, potenzialmente anche inferiori ai livelli attuali. Alcune autorizzazioni già rilasciate dureranno cinque anni, ma molte attività potrebbero decadere per mancanza dei requisiti urbanistici o di abitabilità.
Le opposizioni restano divise: Firenze Democratica critica la scelta del Comune accusandola di incoerenza nella distribuzione dei blocchi, Forza Italia parla di effetti negativi su economia e occupazione, mentre Avs-Ecolò difende la linea della giunta e attacca il modello di sviluppo turistico della città. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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