Dall'1 al 6 giugno Firenze ospita il primo festival internazionale d'arte dedicato alla malattia di Huntington (Hd), una patologia rara e neurodegenerativa.
Il festival 'Area4hd', organizzato da That Disorder-Globan human community Ets, riunirà fotografi internazionali, film maker, danzatori, fumettisti, neuroscienziati, clinici e famiglie per sei giorni di mostre, proiezioni, workshop, performance e un convegno scientifico conclusivo. L'obiettivo, si legge in una nota, è sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso azioni civiche e culturali. Il 31 maggio la porta storica di San Niccolò sarà illuminata di viola e blu, un modo per iniziare ad accendere i riflettori sul tema. Tra gli eventi la mostra del fotografo italiano Gabriele Berti, che documenta la vita quotidiana delle famiglie colpite da Hd in Messico, Spagna, Portogallo, Pakistan, Polonia e Romania.
"Siamo orgogliosi che Firenze ospiti questo festival - spiega l'assessore al welfare Nicola Paulesu -. Attraverso fotografia, cinema e momenti di confronto scientifico, il festival crea uno spazio di ascolto, consapevolezza e partecipazione collettiva. Iniziative come questa aiutano a rompere il silenzio e lo stigma che ancora circondano molte malattie rare, promuovendo una comunità più informata, empatica e vicina alle persone".
Il festival 'Area4hd', organizzato da That Disorder-Globan human community Ets, riunirà fotografi internazionali, film maker, danzatori, fumettisti, neuroscienziati, clinici e famiglie per sei giorni di mostre, proiezioni, workshop, performance e un convegno scientifico conclusivo. L'obiettivo, si legge in una nota, è sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso azioni civiche e culturali. Il 31 maggio la porta storica di San Niccolò sarà illuminata di viola e blu, un modo per iniziare ad accendere i riflettori sul tema. Tra gli eventi la mostra del fotografo italiano Gabriele Berti, che documenta la vita quotidiana delle famiglie colpite da Hd in Messico, Spagna, Portogallo, Pakistan, Polonia e Romania.
"Siamo orgogliosi che Firenze ospiti questo festival - spiega l'assessore al welfare Nicola Paulesu -. Attraverso fotografia, cinema e momenti di confronto scientifico, il festival crea uno spazio di ascolto, consapevolezza e partecipazione collettiva. Iniziative come questa aiutano a rompere il silenzio e lo stigma che ancora circondano molte malattie rare, promuovendo una comunità più informata, empatica e vicina alle persone".
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