Ridotti gli esuberi previsti nei siti italiani del gruppo Kering. L’intesa sarà ora sottoposta al voto dei lavoratori

Si apre uno spiraglio nella vertenza che coinvolge il marchio Alexander McQueen, al centro di un piano di riorganizzazione annunciato nei mesi scorsi. Dopo settimane di confronto tra azienda e sindacati, sarebbe stata raggiunta un’ipotesi di accordo basata su uscite volontarie incentivate e senza ricorso ad ammortizzatori sociali, una soluzione che punta a limitare l’impatto occupazionale della ristrutturazione.

Inizialmente gli esuberi annunciati erano 54, ma tra dimissioni e pensionamenti il numero si sarebbe ridotto a circa 35 lavoratori. L’intesa, sui cui dettagli viene mantenuto il massimo riserbo, sarà presentata da oggi nelle assemblee con i dipendenti e, in caso di approvazione, potrebbe essere firmata definitivamente il 4 giugno al Ministero. La soluzione andrebbe nella direzione richiesta fin dall’inizio dalle organizzazioni sindacali, che avevano chiesto di ridurre il più possibile i licenziamenti e favorire percorsi di uscita volontaria.

La crisi era esplosa a marzo dopo l’annuncio della ristrutturazione nei siti italiani di Scandicci, Novara e Parabiago, una decisione che aveva suscitato forte preoccupazione tra lavoratori e sindacati. Resta comunque aperta la questione del futuro industriale del marchio e delle ricadute sul territorio. La vertenza si inserisce infatti in una fase delicata per il settore del lusso e della moda, alle prese con il rallentamento della domanda internazionale e con il piano di revisione strategica globale avviato dal gruppo Kering. Lo scrive la Nazione. 

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