'No a un piano di singoli stati nazionali'

AGGIORNATA - "Questa vicenda di Hormuz non è una vicenda transitoria: non è che sottoscrivendo un accordo per 60 giorni si ritorna ai flussi che vi erano in precedenza, quindi io ho una preoccupazione di carattere internazionale molto forte". Lo ha affermato Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, intervenendo all'evento 'Sulla relazione del governatore della Banca d'Italia' organizzato a Firenze dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia.
    
"Mi meraviglio - ha proseguito - quando vengono fatti degli annunci che danno per scontato che è fatto tutto, poi si vedono le Borse che crescono, ma poi l'annuncio viene contraddetto nelle 48 ore successive e le Borse calano. Avendo studiato diritto a Firenze in via Laura so che c'è una fila di reati in Italia per chi partecipasse a queste operazioni".

Secondo Patuelli "è uno scacchiere, quello mediorientale, che finché non arriva a una vera pace, con i vari soggetti distribuiti e connessi all'Iran anch'essi partecipi davvero alla pace, può farci scoprire dalla sera alla mattina che la pace è andata a gambe all'aria".

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"Il debito pubblico europeo deve essere solo per futuri investimenti, non per salvataggi di debiti pubblici nazionali preesistenti", quindi "non per spesa corrente, non per far fronte ai debiti di ciascuno". Lo ha affermato Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, intervenendo all'evento 'Sulla relazione del governatore della Banca d'Italia' organizzato a Firenze dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia.

    
"Con la pandemia, con i vari progetti di emergenza - ha ricordato -, è nato un debito pubblico integrato. Su questa materia io sono convinto che ci voglia un approccio d'emergenza con risorse europee per un piano che sia europeo, non per un piano di singoli stati nazionali con ricadute individuali". 
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