Palazzo Vecchio punta ad allargare il modello anche ad altre piattaforme per aumentare trasparenza e contrastare evasione e abusivismo

Nel 2025 il Comune di Firenze ha incassato circa 17 milioni di euro di tassa di soggiorno attraverso Airbnb, grazie all’accordo che prevede la piattaforma come sostituto d’imposta. Il sistema consente ad Airbnb di riscuotere direttamente la tassa dagli ospiti al momento della prenotazione e di versarla successivamente all’amministrazione comunale. Un meccanismo che ha portato a una crescita costante del gettito, passato dagli 11 milioni di euro del 2022 ai 17 milioni dello scorso anno.

Secondo Palazzo Vecchio, il vantaggio non riguarda soltanto le maggiori entrate, ma anche la riduzione del rischio di evasione fiscale. Per questo il Comune sta cercando di estendere accordi simili ad altre grandi piattaforme del settore, come Booking.com ed Expedia, anche se finora senza risultati concreti. L’assessore al Turismo Jacopo Vicini definisce l’intesa con Airbnb un esempio positivo di collaborazione tra pubblico e privato, capace di rendere la riscossione più semplice, trasparente ed efficace.

L’amministrazione guarda inoltre con attenzione al crescente numero di portali specializzati e ai canali informali, come gruppi Facebook e siti indipendenti, dove la riscossione della tassa resta affidata direttamente ai proprietari degli immobili. Parallelamente il Comune prosegue i controlli sulla presenza del Codice Identificativo Nazionale (CIN) negli annunci online, chiedendo alle piattaforme un ruolo più attivo nella verifica preventiva delle inserzioni. L’obiettivo è contrastare l’abusivismo e rendere più trasparente un mercato turistico in continua espansione ma ancora difficile da monitorare in tutte le sue forme. Lo scrive la Nazione. 

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