L’attrice e personaggio creato da Gianluca Gori si racconta tra moda, Firenze, Pitti, ironia toscana ed eleganza

In una lunga intervista alla Nazione tra provocazioni e riflessioni, Drusilla Foer offre il suo sguardo su Firenze, la moda e il carattere dei fiorentini. Il rapporto con la città è descritto come fatto di reciproca diffidenza, un sentimento che considera positivo perché permette di mantenere uno sguardo critico e di evitare facili entusiasmi. Firenze, secondo Drusilla, conserva straordinarie eccellenze culturali ma resta spesso una città severa nei giudizi e poco incline ad abbandonarsi alle novità.

Parlando di moda, l’artista prende le distanze dai grandi marchi e dal lusso ostentato, preferendo l’originalità all’omologazione. Anche il giudizio su Pitti Uomo è segnato da una certa nostalgia: un evento che un tempo dettava tendenze e oggi appare più commerciale e meno innovativo. Non mancano poi le stoccate al carattere fiorentino, definito più “sprezzante” che snob, e all’ironia toscana, vista come una forma di intelligenza che spesso crea distanza dagli altri.

Tra i temi affrontati anche il turismo, la trasformazione del centro storico in una distesa di affitti turistici e il valore dell’unicità. Drusilla sostiene le iniziative per limitare la proliferazione dei B&B e difendere l’identità della città. Quanto all’eleganza, la sua definizione è chiara: non significa apparire a tutti i costi, ma sapere fermarsi prima di trasformarsi nella caricatura di sé stessi. Infine, rispondendo a una domanda sul rapporto con Gianluca Gori, spiega che Drusilla è diventata il contenitore di tutte le sue passioni artistiche e creative, mentre lui resta semplicemente “lo stesso sgangherato di sempre”.

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