Una mostra racconta il quartiere, il materiale raccolto dalla cooperativa Eda: "Vogliamo contribuire a far conoscere il territorio" orme in una famiglia i cui singoli individui sono ramificazioni delle stesse radici, e condividono quindi un passato, un'origine, il quartiere di Rifredi a Firenze sta costruendo nel tempo la sua scatola dei ricordi. «Non arriviamo in un vuoto. Ci sono i circoli, i gruppi, le istituzioni, una rete solida che crea il senso di comunità del quartiere», raccontano Fabrizio Bruno e Benedetta Manoelli, due dei tanti soci della cooperativa e impresa sociale, culturale e creativa Eda, che un anno fa ha cominciato a raccogliere documenti e testimonianze che custodiscono la memoria di Rifredi, entrando in contatto con le realtà locali, e con le persone. Con l'aiuto dell'archivista Silvia Floria, e del reparto di grafica e comunicazione dell'impresa, è nato il progetto dell'archivio Periferico, che si è concretizzato grazie alla vincita di un bando della Fondazione Cr Firenze, e ha preso forma negli ambienti della sede di Eda, il Salone di Villa Guicciardini in via delle Panche, dove ha inaugurato una mostra (fino al 10 giugno) che racconta questo primo periodo di vita; e poi nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di cultura e di ritrovo del quartiere, e infine sul web, che ospita il vero e proprio archivio a disposizione di tutti. Qui si possono trovare le interviste svolte da Eda ai cittadini di oggi, le documentazioni delle attività svolte con i ragazzi del centro Lo Scarabocchio o quelle per il laboratorio itinerante Tam tam, così come le fotografie passate di momenti importanti per la comunità, come quelle delle feste organizzate all'Sms Rifredi negli anni Cinquanta, con cui Periferico collabora come sorta di "archivio di
collegamento", ovvero promuovendo i materiali raccolti negli anni dalla Società di mutuo soccorso fra gli operai e industriali di Rifredi, fondata nel 1883 e poi ricostruita nel dopoguerra, a seguito dell'incendio provocato dalle squadre fasciste nel 1921. «Vorremmo contribuire alla conoscenza del territorio, creare la memoria in modo un po' diverso, invogliando la partecipazione cittadina e partecipare noi stessi a una rete che già esiste, e così avvicinare le realtà e metterle in raccordo», spiegano Bruno e Manoelli. Un altro centro culturale storico per il quartiere, e con cui Periferico collabora, è la Flog, dal cui archivio sono riemerse le poesie di Giovanni Beleffi, poeta operaio delle officine Galileo di Rifredi, che Periferico ha voluto approfondire con diversi incontri dedicati e delle azioni di attacchinaggio, riempiendo con i suoi versi alcune fermate dell'autobus della parte nord della città.
collegamento", ovvero promuovendo i materiali raccolti negli anni dalla Società di mutuo soccorso fra gli operai e industriali di Rifredi, fondata nel 1883 e poi ricostruita nel dopoguerra, a seguito dell'incendio provocato dalle squadre fasciste nel 1921. «Vorremmo contribuire alla conoscenza del territorio, creare la memoria in modo un po' diverso, invogliando la partecipazione cittadina e partecipare noi stessi a una rete che già esiste, e così avvicinare le realtà e metterle in raccordo», spiegano Bruno e Manoelli. Un altro centro culturale storico per il quartiere, e con cui Periferico collabora, è la Flog, dal cui archivio sono riemerse le poesie di Giovanni Beleffi, poeta operaio delle officine Galileo di Rifredi, che Periferico ha voluto approfondire con diversi incontri dedicati e delle azioni di attacchinaggio, riempiendo con i suoi versi alcune fermate dell'autobus della parte nord della città.
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