I fratelli Paolo e Marco Bardi vanno in pensione e abbassano la saracinesca dell’orologeria e oreficeria simbolo del quartiere. “Dispiace davvero tanto, ma è arrivato il momento”

Dopo settant’anni di attività, Firenze perde un altro pezzo della sua storia artigiana. Ha chiuso infatti La Meridiana, storica orologeria e oreficeria all’angolo tra via dell’Ariento e via Sant’Antonino, nel cuore del quartiere di San Lorenzo.

A salutare clienti e amici sono stati i fratelli Paolo e Marco Bardi, che hanno deciso di andare in pensione mettendo fine a una lunga avventura familiare iniziata negli anni Cinquanta. «Dispiace davvero tanto, ma è giunto il momento anche per noi di andare in pensione», raccontano con emozione.

Le vetrine ormai vuote, le insegne rimosse e la cassaforte aperta raccontano la fine di una storia che per decenni ha accompagnato generazioni di fiorentini. Dopo l'annuncio della chiusura sono arrivati numerosi messaggi di affetto da parte dei clienti storici. «Sarà difficile ritrovare tanta premura, umiltà e rispetto per il cliente», è uno dei ringraziamenti che più li ha colpiti.

La storia della bottega affonda le sue radici nel 1951, quando in Borgo San Lorenzo nacque l'attività Amantini e Bardi. Nel 1957 il trasferimento nell'attuale sede e la nascita dell'insegna La Meridiana. Negli anni Ottanta l'attività passò interamente alla famiglia Bardi, che ne ha custodito la tradizione fino a oggi.

Paolo entrò in negozio nel 1977, quasi per caso. «Non volevo studiare e mio padre mi disse: “Che problema c'è?” e mi prese a bottega», ricorda sorridendo. Marco arrivò qualche anno più tardi, nel 1982.

Tra i tanti ricordi affiorano anche quelli legati alla famiglia Nuti. Cliente abituale era infatti Renzo Nuti, padre dell'attore e regista Francesco Nuti. «Il lunedì, giorno di chiusura, veniva in negozio a tagliare i capelli a tutti noi», raccontano i fratelli, ripensando a un tempo in cui le botteghe erano anche luoghi di amicizia e socialità.

La chiusura della Meridiana non segnerà però la fine della vocazione artigiana di quello spazio. In accordo con la proprietà, infatti, i Bardi hanno contribuito alla scelta della nuova attività che subentrerà nei locali. Sarà ancora un'impresa artigianale, dedicata alla vendita di oggettistica e argenteria.

Si chiude così una pagina importante della Firenze delle botteghe storiche, quella fatta di orologi riparati con pazienza, rapporti umani costruiti negli anni e clienti diventati amici. Una storia lunga settant'anni che lascia nel quartiere San Lorenzo un inevitabile velo di nostalgia. Lo scrive Repubblica. 

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