L'ultimo Rapporto CNA-IDOS fotografa una Città Metropolitana in cui quasi una impresa su cinque è guidata da cittadini immigrati, con una forte presenza di donne e giovani.

Nella Città Metropolitana di Firenze il tessuto produttivo sta vivendo una profonda trasformazione strutturale. Secondo i dati emersi dall'ultimo Rapporto Immigrazione e Imprenditoria, elaborato dal Centro Studi IDOS in collaborazione con CNA, quasi un'azienda su cinque è oggi guidata da un cittadino immigrato. A fine 2024 le imprese a conduzione straniera sul territorio fiorentino hanno raggiunto quota 19.743, pari al 19,3% del totale complessivo delle attività economiche della provincia. Si tratta di un'incidenza particolarmente elevata, che supera in modo netto sia la media registrata a livello regionale in Toscana (16,4%) sia il dato rilevato su scala nazionale (11,3%).

L'aspetto più significativo del fenomeno risiede nella differente traiettoria di sviluppo rispetto all'imprenditoria autoctona. Nel solo arco del 2024, le aziende guidate da stranieri nella Città Metropolitana sono cresciute del 2,6% rispetto all'anno precedente, a fronte di una contrazione dell'1,5% di quelle condotte da italiani. Estendendo l'analisi all'ultimo decennio, tra il 2014 e il 2024, la forbice appare ancora più evidente: il comparto straniero ha fatto segnare un incremento del 27,4%, mentre quello italiano ha registrato un calo dell'11%. Il presidente di CNA Firenze Metropolitana, Francesco Amerighi, ha evidenziato come questi dati dimostrino che l'imprenditoria immigrata rappresenti ormai una componente strutturale e di sostegno per il sistema economico locale, capace di resistere alle crisi e creare occupazione in un contesto produttivo che fatica a rinnovarsi.

Il Rapporto analizza nel dettaglio anche il profilo anagrafico e i settori di attività di questi imprenditori. La grande maggioranza dei titolari, pari all'81,9%, proviene da paesi extra-Unione Europea. La comunità numericamente più rilevante è quella cinese, che rappresenta il 27,2% dei titolari totali, seguita nell'ordine da albanesi (13,5%), rumeni (12,7%), marocchini (10,3%) e bangladesi (3,2%). Dal punto di vista dei comparti operativi, le aziende si concentrano principalmente nell'edilizia e nelle costruzioni (26,7%) e nel commercio (22,5%), ma si registra un forte radicamento anche nel settore della manifattura, che con il 19,4% dei casi supera ampiamente la media regionale toscana.

Un ulteriore elemento di dinamismo è legato alla forte partecipazione di donne e giovani all'interno delle imprese straniere. Le attività a guida femminile rappresentano infatti il 26,7% del totale, mentre quelle condotte da under 35 si attestano all'11,7%. Entrambe le percentuali risultano superiori alla media generale della Città Metropolitana di Firenze, dove le imprese femminili complessive si fermano al 22,5% e quelle giovanili al 7,3%. Il direttore generale dell'associazione, Lorenzo Cei, ha sottolineato come l'attività autonoma costituisca per molti cittadini di origine straniera non solo una scelta professionale, ma anche un efficace strumento di autonomia economica e di integrazione sociale, offrendo una risposta concreta al progressivo invecchiamento imprenditoriale e alla carenza di ricambio generazionale del territorio.

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