Rinnovata la concessione alla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron. Previsti nuovi progetti culturali, innovazione tecnologica e una possibile alleanza con Palazzo Strozzi

Villa Bardini si prepara a vivere una nuova fase della sua storia. L’Agenzia del Demanio ha rinnovato per i prossimi 50 anni la concessione del complesso monumentale alla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron Ets, legata alla Fondazione CR Firenze, aprendo la strada a un piano di investimenti da 45 milioni di euro.

Le risorse saranno destinate alla manutenzione e alla valorizzazione della villa e del giardino storico, ma anche all’ammodernamento degli impianti, all’efficientamento energetico e allo sviluppo di nuove tecnologie per migliorare l’esperienza dei visitatori. Tra i progetti più innovativi figura il “Giardino parlante”, un percorso immersivo e multimediale che racconterà il patrimonio botanico e storico del luogo attraverso strumenti digitali e contenuti interattivi.

«Con 50 anni davanti possiamo immaginare interventi straordinari e di lungo periodo», ha spiegato il presidente della Fondazione CR Firenze, Bernabò Bocca, sottolineando l’obiettivo di rendere Villa Bardini sempre più “la casa dei fiorentini”.

Il progetto prevede anche la nascita di un centro studi dedicato ai giardini storici e al paesaggio, con attività di ricerca, formazione e confronto aperte a professionisti e istituzioni italiane e internazionali.

I numeri confermano il crescente successo della struttura: i visitatori sono passati dai 142mila del 2022 ai quasi 239mila del 2025, mentre nei primi cinque mesi del 2026 sono già state superate le 170mila presenze.

Tra le prospettive future c’è inoltre una possibile collaborazione con la Palazzo Strozzi. La Fondazione CR Firenze sta infatti valutando una joint venture tra le due realtà per rafforzare l’offerta culturale cittadina, organizzare nuove mostre ed eventi e trasformare Villa Bardini in un polo espositivo sempre più integrato con la programmazione culturale di Firenze.

L’obiettivo finale è consolidare il ruolo di Villa Bardini come uno dei principali punti di riferimento culturali, paesaggistici e scientifici della città, puntando su innovazione, ricerca e valorizzazione del patrimonio storico. Lo scrive la Nazione. 

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