AGGIORNATA - Il Pnrr ha generato "un effetto di domanda che c'è stato, quindi noi abbiamo mantenuto reddito, prodotto, occupazione grazie anche a questo", ma ciò "doveva presupporre anche investimenti pubblici e privati" che "bisogna vedere come verranno e se verranno". Lo ha affermato Ignazio Visco, ex governatore della Banca d'Italia, rispondendo a una domanda sull'Ops di Unicredit su Commerzbank, a margine di un evento promosso dalla Camera di commercio di Firenze.
"C'è un 'vaste programme' per la politica economica - ha spiegato - che non si fa solo con i soldi, non solo con i benefici che possono venire da un patto di stabilità più o meno sotto controllo, perché i debiti pubblici sono troppo alti e devono essere contenuti; ci vuole una ridistribuzione all'interno della spesa pubblica, ma soprattutto ci vogliono regole che funzionino sulla concorrenza, sull'apertura, sull'ordine pubblico, ma anche sulle infrastrutture che sono distribuite in modo disuguale, perché ci sono molti territori che potrebbero beneficiare straordinariamente di collegamenti sia fisici, sia immateriali come quelli, appunto, tecnologici, digitali".
Secondo Visco inoltre "ci vuole un'amministrazione pubblica più efficiente, più rapida, meno vincoli, anche se con attenzione alla sicurezza e a non andare in un mercato troppo autoregolamentato, perché i mercati non si autoregolamentano, necessitano di attenzione e regole, però è tutto da fare". Dal lato dell'impresa, secondo l'ex governatore, "ci sono molte Pmi straordinariamente dinamiche e così via, ma la maggioranza non lo è, per cui ci sono piccole imprese, molto piccole, che non riescono a incorporare le innovazioni straordinarie che ci sono adesso sul lato della tecnologia, dei materiali e quindi bisogna fare molti investimenti in quella direzione. Ci sono anche competenze importanti che vanno valorizzate, invece che far andar via i giovani più preparati".
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
"Le campagne elettorali sono caratterizzate da quella che Padoa Schioppa chiamava la veduta corta, che vuol dire cercare di ottenere il consenso promettendo cose che poi però spesso non si realizzano". Lo ha detto Ignazio Visco, ex governatore della Banca d'Italia, secondo cui "i tagli delle tasse per tutti, come diceva uno slogan tanti anni fa, sono impossibili; però anche gli incentivi generici, la riduzione dei costi dell'energia per tutti, anche per quelli che in realtà non ne hanno bisogno, sono da tenere sotto controllo".
Secondo Visco, che ha parlato a margine di un evento promosso dalla Camera di commercio di Firenze, "ci vuole una campagna elettorale che dica 'State attenti a che ciò che viene promesso poi venga veramente realizzato'", e "bisogna fare delle campagne, soprattutto di comunicazione, non soltanto di educazione. Quindi i media in questo senso hanno una responsabilità rilevante anche nell'andare a sindacare su ciò che viene promesso, quanto è possibile, quanto e soprattutto quanto sono lunghi i tempi della realizzazione".
Infatti, ha sottolineato l'ex governatore, "ho spesso parlato in passato dell'importanza di investire in conoscenza, nella scuola, nella istruzione, nella formazione. Tutto questo ancora latita, perché i benefici di questi investimenti si vedono dopo 10 anni, 15 anni, e questo purtroppo è lo stato dell'arte, però non si può ignorare".
"C'è un 'vaste programme' per la politica economica - ha spiegato - che non si fa solo con i soldi, non solo con i benefici che possono venire da un patto di stabilità più o meno sotto controllo, perché i debiti pubblici sono troppo alti e devono essere contenuti; ci vuole una ridistribuzione all'interno della spesa pubblica, ma soprattutto ci vogliono regole che funzionino sulla concorrenza, sull'apertura, sull'ordine pubblico, ma anche sulle infrastrutture che sono distribuite in modo disuguale, perché ci sono molti territori che potrebbero beneficiare straordinariamente di collegamenti sia fisici, sia immateriali come quelli, appunto, tecnologici, digitali".
Secondo Visco inoltre "ci vuole un'amministrazione pubblica più efficiente, più rapida, meno vincoli, anche se con attenzione alla sicurezza e a non andare in un mercato troppo autoregolamentato, perché i mercati non si autoregolamentano, necessitano di attenzione e regole, però è tutto da fare". Dal lato dell'impresa, secondo l'ex governatore, "ci sono molte Pmi straordinariamente dinamiche e così via, ma la maggioranza non lo è, per cui ci sono piccole imprese, molto piccole, che non riescono a incorporare le innovazioni straordinarie che ci sono adesso sul lato della tecnologia, dei materiali e quindi bisogna fare molti investimenti in quella direzione. Ci sono anche competenze importanti che vanno valorizzate, invece che far andar via i giovani più preparati".
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
"Le campagne elettorali sono caratterizzate da quella che Padoa Schioppa chiamava la veduta corta, che vuol dire cercare di ottenere il consenso promettendo cose che poi però spesso non si realizzano". Lo ha detto Ignazio Visco, ex governatore della Banca d'Italia, secondo cui "i tagli delle tasse per tutti, come diceva uno slogan tanti anni fa, sono impossibili; però anche gli incentivi generici, la riduzione dei costi dell'energia per tutti, anche per quelli che in realtà non ne hanno bisogno, sono da tenere sotto controllo".
Secondo Visco, che ha parlato a margine di un evento promosso dalla Camera di commercio di Firenze, "ci vuole una campagna elettorale che dica 'State attenti a che ciò che viene promesso poi venga veramente realizzato'", e "bisogna fare delle campagne, soprattutto di comunicazione, non soltanto di educazione. Quindi i media in questo senso hanno una responsabilità rilevante anche nell'andare a sindacare su ciò che viene promesso, quanto è possibile, quanto e soprattutto quanto sono lunghi i tempi della realizzazione".
Infatti, ha sottolineato l'ex governatore, "ho spesso parlato in passato dell'importanza di investire in conoscenza, nella scuola, nella istruzione, nella formazione. Tutto questo ancora latita, perché i benefici di questi investimenti si vedono dopo 10 anni, 15 anni, e questo purtroppo è lo stato dell'arte, però non si può ignorare".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














