Oltre 17.000 alloggi Erp non assegnati per carenza di risorse, 75.164 nuclei in graduatoria e, dati relativi al 2024, 12.827 sfratti esecutivi. Sono alcuni dei numeri dell'emergenza abitativa dell'Italia centrale - Lazio, Toscana Emilia Romagna, Marche e Umbria - di cui si è discusso a Firenze, nell'assemblea interregionale del Sunia.
La crisi ha caratteristiche particolarmente preoccupanti in Toscana, dove la forte domanda di edilizia pubblica si somma all'elevato numero di alloggi non disponibili (4.763, il 9,5% del totale) e al costo crescente degli affitti (18,8 euro/mq), Per quanto riguarda l'effettiva disponibilità di alloggi Erp la situazione più grave è in Umbria, con il 14% che non può essere assegnato, quindi Emilia-Romagna (10,8%) e Marche (10,35%), infine Lazio (4,75%). La situazione più critica per le graduatorie è in Emilia Romagna, con 29.887 famiglie in attesa, quindi la Toscana con 19.922, più del Lazio che si attesta a 17.805. Marche e Umbria evidenziano numeri inferiori, 3.350 e 4.200.
In crescita anche le richieste di contributo affitto, quasi 135.000 nel 2022: in testa Emilia Romagna con 66.500 domande, quindi Lazio con più di 29.000 e Toscana con oltre 22.000. Aumentano poi gli sfratti esecutivi: nel 2024 oltre 6.100 nel Lazio, 2.801 in Emilia Romagna e 2.454 in Toscana, quindi 921 nelle Marche e 550 in Umbria. Restano contenuti i canoni Erp, si va dai 100 euro medi mensili del Lazio ai 147 euro dell'Emilia-Romagna, passando per i 115 euro della Toscana. Cresce invece il costo delle locazioni: in Toscana e Lazio canoni medi rispettivamente di 18,8 e 18,7 euro al metro quadro; va meglio in Emilia Romagna, 13,7, valori sotto ai 10 euro in Marche e Umbria.
"Il diritto alla casa, che insieme al lavoro, istruzione e cura dovrebbe essere uno dei quattro pilastri per una vita dignitosa, in Italia è negato", commenta Fabio Seggani segretario Sunia Toscana. "L'edilizia pubblica che oramai ha un ruolo prevalentemente di emergenza e quindi con l'incasso degli affitti non garantisce assolutamente la la manutenzione", aggiunge Valentino Minarelli segretario Sunia Emilia Romagna, che evidenzia anche "l'inadeguatezza dell'edilizia residenziale sociale, in quanto gli investimenti privati portano poi a mutui e affitti non compatibili con un reddito da lavoro dipendente e da pensionato".
La crisi ha caratteristiche particolarmente preoccupanti in Toscana, dove la forte domanda di edilizia pubblica si somma all'elevato numero di alloggi non disponibili (4.763, il 9,5% del totale) e al costo crescente degli affitti (18,8 euro/mq), Per quanto riguarda l'effettiva disponibilità di alloggi Erp la situazione più grave è in Umbria, con il 14% che non può essere assegnato, quindi Emilia-Romagna (10,8%) e Marche (10,35%), infine Lazio (4,75%). La situazione più critica per le graduatorie è in Emilia Romagna, con 29.887 famiglie in attesa, quindi la Toscana con 19.922, più del Lazio che si attesta a 17.805. Marche e Umbria evidenziano numeri inferiori, 3.350 e 4.200.
In crescita anche le richieste di contributo affitto, quasi 135.000 nel 2022: in testa Emilia Romagna con 66.500 domande, quindi Lazio con più di 29.000 e Toscana con oltre 22.000. Aumentano poi gli sfratti esecutivi: nel 2024 oltre 6.100 nel Lazio, 2.801 in Emilia Romagna e 2.454 in Toscana, quindi 921 nelle Marche e 550 in Umbria. Restano contenuti i canoni Erp, si va dai 100 euro medi mensili del Lazio ai 147 euro dell'Emilia-Romagna, passando per i 115 euro della Toscana. Cresce invece il costo delle locazioni: in Toscana e Lazio canoni medi rispettivamente di 18,8 e 18,7 euro al metro quadro; va meglio in Emilia Romagna, 13,7, valori sotto ai 10 euro in Marche e Umbria.
"Il diritto alla casa, che insieme al lavoro, istruzione e cura dovrebbe essere uno dei quattro pilastri per una vita dignitosa, in Italia è negato", commenta Fabio Seggani segretario Sunia Toscana. "L'edilizia pubblica che oramai ha un ruolo prevalentemente di emergenza e quindi con l'incasso degli affitti non garantisce assolutamente la la manutenzione", aggiunge Valentino Minarelli segretario Sunia Emilia Romagna, che evidenzia anche "l'inadeguatezza dell'edilizia residenziale sociale, in quanto gli investimenti privati portano poi a mutui e affitti non compatibili con un reddito da lavoro dipendente e da pensionato".
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