L'assessora Nardini lancia l'appello: «Fondi insufficienti e troppi poteri al commissario. Serve un confronto immediato per evitare la dismissione degli alloggi pubblici»

Sul nuovo "Piano casa" proposto dal Governo, le Regioni italiane si muovono compatte per chiedere modifiche urgenti. A farsi portavoce del malcontento generale è Alessandra Nardini, assessora alle politiche abitative della Regione Toscana, che a margine dell'assemblea interregionale del Sunia a Firenze ha sollecitato l'apertura immediata di un tavolo di confronto con l'esecutivo.

Secondo Nardini, le criticità emerse uniscono trasversalmente tutte le amministrazioni regionali, indipendentemente dal colore politico:

  • Risorse insufficienti: I fondi stanziati non sono minimamente abbastanza per rispondere a un'emergenza sociale che colpisce un numero sempre maggiore di famiglie.

  • Regioni scavalcate: Il ruolo degli enti locali non viene riconosciuto, ma anzi sistematicamente ignorato dal Governo, che ha fatto circolare la prima bozza del piano senza alcuna concertazione preventiva.

  • Rischio dismissione: Preoccupa fortemente l'intenzione di dismettere gli alloggi pubblici, privando il patrimonio statale di risorse fondamentali.

  • Super-commissario: C'è forte apprensione per i poteri, ritenuti troppo ampi e non ben definiti, che verrebbero affidati alla figura del commissario. Le Regioni chiedono invece di limitarne il raggio d'azione.

«Abbiamo lavorato con i nostri uffici e proposto emendamenti puntuali attraverso una proposta comune di tutte le Regioni», ha concluso l'assessora Nardini. «Chiediamo che questo piano casa serva davvero ai cittadini che si trovano in grande difficoltà, ma per farlo serve un confronto serio che finora è mancato».

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