Il rapporto della Banca d'Italia sull’economia toscana accende il dibattito politico all’interno del Partito Democratico. Se da un lato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha minimizzato le criticità evidenziate dall’analisi, dall’altro il segretario regionale del Pd, Emiliano Fossi, ha lanciato un messaggio che suona come un invito a cambiare passo. Sullo sfondo pesano anche le recenti sconfitte del centrosinistra ai ballottaggi di Arezzo e Viareggio.
Giani ha rivendicato la solidità del sistema economico toscano, sottolineando in particolare la crescita dell’export, aumentato del 21,3% nel 2025, e le performance di settori strategici come quello farmaceutico. Secondo il governatore, la Toscana continua a rappresentare un motore importante per l’economia nazionale, pur in presenza di alcune criticità evidenziate dallo studio di Bankitalia.
Di tono diverso l’intervento di Fossi, che ha letto nei dati della Banca d’Italia segnali di rallentamento da non sottovalutare. «La nostra economia rallenta, la crescita è debole e i salari continuano a perdere potere d’acquisto», ha affermato il segretario dem. Pur rivendicando alcune scelte simbolo della Regione, come i nidi gratis, le politiche sul welfare e le battaglie sul salario minimo e sul fine vita, Fossi ha chiesto una nuova fase basata su innovazione, ricerca, infrastrutture immateriali e sostegno alle filiere ad alto valore aggiunto. Un appello che assume anche il significato di una sfida politica: fare della Toscana non solo una regione capace di amministrare, ma un territorio in grado di indicare una direzione per il futuro del Paese. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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