Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato le modifiche al Testo unico del turismo, intervenendo sulle strutture ricettive extra-alberghiere, sulle professioni turistiche e sulla somministrazione di alimenti e bevande negli alberghi. Il provvedimento nasce anche dall'esigenza di adeguare la normativa regionale ai rilievi espressi dalla Corte Costituzionale e introduce una nuova disciplina per accompagnatori turistici, guide ambientali, maestri di sci e guide alpine.
Le novità principali riguardano però il settore extra-alberghiero. B&B, affittacamere, case vacanza e residenze d'epoca già attive prima dell'entrata in vigore della legge avranno tempo fino al 30 dicembre 2027 per effettuare il cambio di destinazione d'uso da civile abitazione a turistico-ricettiva, anche in deroga agli strumenti urbanistici comunali. La scadenza precedente era fissata al 30 giugno 2026. Approvati anche emendamenti che eliminano l'obbligo di dimezzare la capacità ricettiva massima per affittacamere e B&B presenti nello stesso edificio e alleggeriscono le norme transitorie per gli alloggi degli alberghi diffusi.
Soddisfatto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: «La legge regionale serve a garantire l'equilibrio: vogliamo che il turismo continui a creare ricchezza, ma senza snaturare l'identità delle nostre città, senza espellere i residenti dai centri storici e senza alterare il mercato immobiliare». Posizioni diverse dalle opposizioni: Marco Stella (Forza Italia) ha rivendicato il ruolo del partito come «unico baluardo in difesa delle locazioni brevi», mentre Fratelli d'Italia ha criticato il mantenimento dell'obbligo di cambio di destinazione d'uso. Per Francesco Casini, invece, si tratta di «un intervento di buonsenso» che semplifica gli adempimenti e offre maggiori certezze agli operatori di un settore strategico per l'economia toscana. Lo scrive la Nazione.
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