Gli americani restano il primo mercato estero, ma aumentano anche visitatori da Europa e Asia. Nei primi quattro mesi del 2026 quasi l'80% dei pernottamenti è stato generato da turisti internazionali

Firenze è sempre più una destinazione internazionale. Secondo l'analisi del Centro Studi Turistici per il Comune, nel 2025 gli Stati Uniti si sono confermati il principale mercato estero della città, rappresentando il 29% delle presenze straniere complessive. Seguono Regno Unito (6,3%), Francia (5,7%), Spagna (4,9%), Germania (4,7%) e Cina (3,9%), a conferma di un turismo sempre meno dipendente dalla domanda italiana.

La tendenza si è rafforzata anche nel 2026. Nel primo quadrimestre dell'anno Firenze ha registrato 1,374 milioni di arrivi e oltre 3,336 milioni di pernottamenti, con un aumento rispettivamente del 3,5% e del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare la crescita sono stati soprattutto i visitatori stranieri, che hanno generato il 79,2% delle presenze totali, in aumento rispetto al 77,6% dell'anno precedente. Crescono in particolare i flussi da Spagna, Francia, Svizzera, Cina, Ungheria, Regno Unito e Brasile, mentre mostrano segnali di rallentamento mercati consolidati come Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Russia e Israele, pur mantenendo volumi significativi. In calo, invece, il turismo domestico, che registra una flessione del 2,5%.

Le previsioni per l'estate confermano il trend: nell'area fiorentina l'87% delle presenze sarà riconducibile ai turisti stranieri, contro il 13% degli italiani. Il Centro Studi Turistici stima oltre 1,6 milioni di arrivi e più di 4,1 milioni di pernottamenti, con circa il 78% delle presenze concentrate nel capoluogo. «Il monitoraggio costante ci dà modo di avere la conoscenza pressoché istantanea di come si evolve uno dei comparti più importanti di Firenze – afferma l'assessore allo Sviluppo economico e al Turismo Jacopo Vicini –. Il sostegno al settore dell'accoglienza è accompagnato da un lavoro quotidiano per un turismo sempre più sostenibile e a beneficio di una città più vivibile». Dallo stesso Centro Studi arriva infine l'invito ad andare oltre i numeri, valutando anche l'impatto del turismo sull'economia locale, sulla qualità della vita dei residenti e sul posizionamento della destinazione Firenze. Lo scrive la Nazione. 

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