L'ipotesi di un aumento del biglietto di bus e tram da 1,70 a 2 euro, ventilata per compensare il rincaro dei costi di carburante ed energia che gravano sui conti di Autolinee Toscane, incontra la netta opposizione della Fit-Cisl Toscana. Il sindacato ritiene inaccettabile scaricare sui passeggeri il peso delle difficoltà economiche del servizio di trasporto pubblico locale.
«Il territorio toscano e la popolazione contribuiscono in modo considerevole al bilancio della Regione con un'addizionale Irpef tra le più alte d'Italia – sottolinea la segreteria regionale –. Se serve un piano di riequilibrio economico del contratto di gara del trasporto pubblico locale, si faccia utilizzo delle risorse che entrano in bilancio dalle imposte e non si vadano ad aumentare i costi di coloro che scelgono i mezzi pubblici in maniera responsabile». Secondo il sindacato, «scoraggiare con i prezzi chi utilizza i mezzi pubblici o, peggio ancora, tentare di far pagare loro gli effetti delle congiunture politiche scelte da altri, sarebbe una grande ingiustizia sociale».
Fit-Cisl invita inoltre a intervenire sulla pianificazione del servizio per renderlo più efficiente e attrattivo. «Pianificare un servizio veloce, sicuro, che non venga ostacolato dal mezzo privato, è il primo passo da mettere in campo per abbassare i costi di chi lo esercisce e aumentare il numero di passeggeri trasportati», afferma il segretario generale Fit-Cisl Toscana, Antonino Rocca. In alternativa, il sindacato chiede alla Regione di attingere alle risorse provenienti dal gettito fiscale e sollecita l'apertura di un tavolo di confronto: «Subito un incontro». Lo scrive la Nazione.
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