Il possibile aumento del biglietto del trasporto pubblico da 1,70 a 2 euro riaccende il dibattito sui conti di Autolinee Toscane. Per scongiurare il rincaro, l'assessore alla Mobilità Andrea Giorgio ha indicato tre strade: migliorare l'efficienza del servizio, rafforzare il recupero dell'evasione tariffaria e ottimizzare la gestione aziendale. Una sfida resa ancora più complicata dall'aumento dei costi stimati dall'azienda, con rincari del 30% per il carburante e del 15% per l'energia.
Il bilancio 2025 di Autolinee Toscane si è chiuso con una perdita di 21,5 milioni di euro, comunque inferiore di circa 6 milioni rispetto all'anno precedente. Sul fronte dei ricavi, i risultati sono stati positivi: la vendita dei biglietti ha generato quasi 66,7 milioni di euro, in crescita di oltre 7,8 milioni rispetto al 2024, mentre gli abbonamenti hanno portato nelle casse dell'azienda oltre 44 milioni di euro, con un incremento di 3,5 milioni. Proprio sugli abbonamenti Giorgio ha chiesto alla Regione di evitare qualsiasi aumento. Anche la lotta ai "portoghesi" ha dato frutti: gli incassi derivanti dalle sanzioni hanno raggiunto i 6,5 milioni di euro, 170 mila in più rispetto all'anno precedente. Tuttavia, con un tasso di evasione stimato intorno al 9%, il recupero totale dei mancati pagamenti non basterebbe da solo a riequilibrare i conti.
Il vero pilastro economico del sistema resta infatti il contributo pubblico. La principale fonte di entrate per Autolinee Toscane continua a essere il contratto di servizio con la Regione, che nel 2025 ha garantito ricavi per oltre 262 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti più di 20 milioni destinati agli investimenti. Risorse comunque inferiori rispetto all'anno precedente: 6 milioni in meno per gli investimenti e 16 milioni in meno per il riequilibrio del contratto di servizio. Se nel 2025 il calo dei costi del carburante e il rinnovo della flotta con mezzi elettrici avevano contribuito a contenere le spese, oggi l'impennata dei prezzi energetici riporta in primo piano il rischio rincari, con il destino del ticket che dipenderà soprattutto dalle future scelte della Regione Toscana. Lo scrive la Nazione.
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