Dopo 27 anni si chiude l'era dello storico presidente. «Bankitalia ci ha chiesto un rinnovamento». Ora spazio al nuovo corso con Matteo Passini

Dopo 27 anni alla guida della Banca di Cambiano, Paolo Regini si prepara a passare il testimone. Lo storico presidente, 72 anni, definisce la sua esperienza da banchiere «nata un po' per caso»: nel 1999, dopo due mandati da sindaco di Castelfiorentino, rinunciò alla politica per aiutare un istituto attraversato da forti tensioni interne. «Non avevo neppure il conto in banca lì: lo aprii il giorno dopo», racconta. Oggi l'assemblea dei soci rinnoverà il consiglio di amministrazione, mentre lunedì entrerà in carica il nuovo direttore generale Matteo Passini, proveniente da Emil Banca, affiancato dalla condirettrice Federica Paoletti.

Sotto la guida di Regini, la Banca di Cambiano è passata da 450 milioni di euro di depositi, 6-7 sportelli e 110 dipendenti a una realtà con 4,2 miliardi di attivi, 44 filiali e 450 lavoratori. Un percorso culminato con il "way out", che ha reso Cambiano l'unica ex Bcc italiana a uscire dal sistema del credito cooperativo dopo la riforma Renzi del 2016, trasformandosi in Spa senza perdere, secondo il presidente uscente, il legame con il territorio. Proprio la lunga continuità gestionale ha però attirato l'attenzione di Bankitalia. «Tre anni fa ci avevano chiesto un rinnovamento per segnare il passaggio da Bcc a Spa. Abbiamo rinviato e poi ci è stato chiesto di provvedere», spiega Regini, precisando che le osservazioni dell'istituto centrale hanno riguardato alcune specifiche operazioni e non il radicamento locale, giudicato positivamente.

Per Regini il futuro delle banche di prossimità resta centrale. «I territori hanno bisogno di soggetti che evitino la desertificazione bancaria e sostengano il tessuto associativo», afferma, ricordando il sostegno garantito negli anni ad associazioni sportive, culturali e sociali, oltre alla creazione di un museo d'arte contemporanea e di iniziative come il Premio fotografico di Castelfiorentino. A breve nella compagine societaria entrerà anche un nuovo socio privato, con un apporto di capitale di circa 40 milioni di euro: in corsa ci sono Iccrea e Cassa Centrale. Quanto al proprio futuro, Regini esclude un ritorno in politica: «Mi dedicherò al terzo settore e all'Ente Cambiano. Della politica di oggi vedo una scarsa propensione a ragionare sul futuro della Toscana: spesso manca una visione complessiva». Lo scrive la Nazione. 

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