Dopo l'estensione della legge regionale a 74 nuovi Comuni non ci sarà una corsa alle limitazioni. Anci chiede più strumenti, mentre alcuni territori registrano un boom degli Airbnb

L'allargamento ai 74 Comuni toscani classificati dall'Istat come aree ad "alta densità turistica" della possibilità di regolamentare gli affitti brevi non si tradurrà in un'immediata ondata di nuovi divieti. Dopo l'approvazione in Consiglio regionale delle modifiche al Testo unico sul turismo, le amministrazioni stanno valutando il fenomeno caso per caso. Se da un lato cresce la consapevolezza della necessità di intervenire nelle aree più esposte alla pressione turistica, dall'altro molti territori ritengono di non avere criticità tali da giustificare restrizioni nell'immediato.

Anci Toscana, pur condividendo il compromesso raggiunto, avrebbe preferito che la possibilità di regolamentare gli affitti brevi fosse estesa a tutti i Comuni della regione. «Avevamo chiesto che tutti potessero intervenire su un fenomeno ormai preoccupante non solo nelle città d'arte o nei capoluoghi», spiega il direttore Simone Gheri, annunciando che da settembre l'associazione supporterà le amministrazioni interessate sulla base dell'esperienza di Firenze e degli studi sulle dinamiche territoriali. Tra le criticità segnalate da Anci c'è anche la nuova disciplina sulla destinazione d'uso turistico-ricettiva di alcune strutture extralberghiere. «Proponiamo di ripristinare la destinazione residenziale per affittacamere, bed and breakfast e residenze d'epoca», sottolinea Michele Angiolini, sindaco di Montepulciano e delegato al turismo di Anci Toscana.

Tra i territori più preoccupati c'è il Mugello. Il sindaco di Scarperia e San Piero, Federico Ignesti, evidenzia come dopo il blocco introdotto a Firenze gli affitti brevi siano cresciuti rapidamente anche nell'area mugellana: «Nel 2025 sono aumentati del 26%, con punte del 40% in alcuni Comuni. Ogni settimana ricevo quattro o cinque nuove richieste». La legge regionale non consente però regolamentazioni a livello di Unione dei Comuni e, per questo, le eventuali misure dovranno essere adottate singolarmente dalle amministrazioni. In altre realtà, invece, la situazione appare diversa: Marradi, Vicchio, Anghiari, Barga e San Marcello Piteglio non registrano particolari tensioni e, in alcuni casi, ritengono che l'offerta extralberghiera rappresenti una risorsa fondamentale per sostenere il turismo locale.

La Regione difende le modifiche approvate. «Il nuovo testo offre più strumenti ai sindaci per governare il territorio e lascia intatto l'impianto della legge già validata dalla Corte Costituzionale», afferma l'assessore al Turismo Leonardo Marras. Dello stesso avviso Brenda Barnini, presidente della commissione regionale competente: «La Consulta ha confermato la bontà della nostra norma e oggi tutte le regioni guardano al modello toscano. Sono state ascoltate le associazioni di categoria e i Comuni, consentendo ai sindaci di intervenire laddove emergano segnali di sofferenza abitativa». Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies