"Il 4 giugno il Comune di Firenze ha pubblicato la determinazione dirigenziale che approva la sesta variante al contratto di appalto dei lavori per la riqualificazione dello stadio Artemio Franchi, sei modifiche allo stesso contratto in poco più di due anni dalla firma", "non ci interessa il conteggio in sé", "ci interessa cosa significa sull'opera. Una sequenza così fitta di varianti in corso d'opera segnala che la programmazione iniziale viene corretta di continuo mentre il cantiere avanza, con il rischio che ritardi e oneri aggiuntivi si scarichino sulla parte pubblica". È quanto afferma il capogruppo di Spc a Palazzo Vecchio Dmitrij Palagi.
"Il punto politico non cambia rispetto a quanto diciamo da mesi: questi soldi non sono un affare privato della giunta, appartengono alla città - aggiunge Palagi in una nota -. Eppure le decisioni più rilevanti continuano a non avere alcun passaggio formale, né in Consiglio comunale né nel Consiglio del Quartiere 2. La parte pubblica (proprietaria dell'impianto) assume impegni, modifica contratti, integra spese, mentre l'organo elettivo non discute nulla. Vogliamo sapere cosa comporta concretamente la sesta variante: quali lavorazioni modifica, se determina maggiori oneri a carico dell'amministrazione e con quale copertura, che effetto ha sul cronoprogramma". "Vogliamo sapere se la giunta intenda finalmente portare in Consiglio comunale e in Quartiere 2 un quadro complessivo - sottolinea -, prima che la somma di varianti, integrazioni di spesa e impegni assunti per via amministrativa renda di fatto già scritte scelte che dovrebbero appartenere alla città. Torneremo a chiedere risposte con gli strumenti del Consiglio".
"Il punto politico non cambia rispetto a quanto diciamo da mesi: questi soldi non sono un affare privato della giunta, appartengono alla città - aggiunge Palagi in una nota -. Eppure le decisioni più rilevanti continuano a non avere alcun passaggio formale, né in Consiglio comunale né nel Consiglio del Quartiere 2. La parte pubblica (proprietaria dell'impianto) assume impegni, modifica contratti, integra spese, mentre l'organo elettivo non discute nulla. Vogliamo sapere cosa comporta concretamente la sesta variante: quali lavorazioni modifica, se determina maggiori oneri a carico dell'amministrazione e con quale copertura, che effetto ha sul cronoprogramma". "Vogliamo sapere se la giunta intenda finalmente portare in Consiglio comunale e in Quartiere 2 un quadro complessivo - sottolinea -, prima che la somma di varianti, integrazioni di spesa e impegni assunti per via amministrativa renda di fatto già scritte scelte che dovrebbero appartenere alla città. Torneremo a chiedere risposte con gli strumenti del Consiglio".
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