La presidente Maria Oliva Scaramuzzi rilancia il ruolo dell'istituzione: "Serve ascoltare tutti e costruire una visione condivisa della città"

Nel dibattito sull'urbanistica fiorentina, riacceso dall'appello di padre Bernardo per gli Stati generali della città e accolto dalla sindaca Sara Funaro, interviene anche la Fondazione Giovanni Michelucci. La nuova presidente Maria Oliva Scaramuzzi immagina infatti la storica istituzione come una "cerniera super partes", capace di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, professionisti, università, associazioni e cittadini per favorire un confronto costruttivo sul futuro di Firenze.

Scaramuzzi racconta di aver subito raccolto l'invito di padre Bernardo, contattandolo personalmente e rilanciando l'idea di una Fondazione aperta al territorio. Il punto di partenza, secondo la presidente, deve essere l'ascolto: solo attraverso il dialogo tra competenze e sensibilità diverse si può arrivare a una visione condivisa della città, evitando contrapposizioni ideologiche e decisioni calate dall'alto.

Tra le priorità indicate ci sono il tema dell'abitare, con particolare attenzione agli studenti, alle famiglie e agli anziani, la rigenerazione degli spazi dismessi, il rafforzamento del verde urbano e la creazione di nuovi luoghi di aggregazione. "Firenze non può permettersi interventi scollegati né l'immobilismo", sottolinea Scaramuzzi, convinta che i cittadini debbano essere coinvolti realmente nei processi decisionali. "Siamo ammirati in tutto il mondo: abbiamo una responsabilità verso il nostro passato, ma ancora di più verso il nostro futuro". Lo scrive la Nazione. 

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