Dal 15 al 25 giugno il capolavoro barocco approda per la prima volta al Maggio Fiorentino. Il controtenore Raffaele Pe: «La musica ci aiuta a ritrovare il senso profondo delle cose»

Per la prima volta nella sua storia, il Maggio Musicale Fiorentino porta in scena Giulio Cesare in Egitto, il celebre capolavoro di Georg Friedrich Händel che nel 1724 conquistò il pubblico londinese. Lo spettacolo, in programma da domani al 25 giugno nell'ambito dell'88° Festival del Maggio, sarà diretto da Gianluca Capuano con la regia di Davide Livermore. A interpretare il protagonista sarà il controtenore Raffaele Pe, tra le voci più apprezzate del panorama internazionale.

Per Pe, il legame con quest'opera nasce da lontano: «È stato un colpo di fulmine ai tempi del liceo», racconta, descrivendo Cesare come un personaggio complesso, sospeso tra grandezza e fragilità. «All'inizio è irruente e grandioso, ma poi emerge il suo lato più umano e vulnerabile. Nell'aria "Aure, deh, per pietà" affida agli dei le sue paure e si confronta con la parte più fragile di sé». Anche il rapporto con Cleopatra, aggiunge il cantante, rivela le molte sfumature del protagonista, diviso tra sentimento e strategia politica.

La produzione di Livermore trasporta la vicenda negli anni Trenta del Novecento, con atmosfere che richiamano i romanzi di Agatha Christie e un forte taglio cinematografico. Raffaele Pe riflette anche sull'evoluzione della figura del controtenore: «All'inizio eravamo guardati con sospetto, oggi c'è un interesse enorme soprattutto tra i giovani. Se ho contribuito a questa piccola rivoluzione ne sono felice, ma il mio augurio è che si continui a cercare nella musica il senso profondo di ciò che facciamo. Questa, in fondo, è la nostra missione». La prima rappresentazione è in programma domani alle 17 nella Sala Grande del Maggio Fiorentino. Lo scrive la Nazione. 

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