Per due decenni è stato un punto di riferimento per chi rincasava dopo una serata con gli amici, un film al cinema o una notte in discoteca. Una schiacciata ripiena, una pizzetta o un dolce acquistati a tarda ora erano diventati un rito per generazioni di fiorentini. Adesso, però, il panificio Santini di via Salutati si prepara a salutare definitivamente la città.
Alfio Santini e la moglie Sandra Masi, insieme al figlio Stefano, hanno deciso di chiudere l'attività aperta nel 2005 per godersi la pensione. Una scelta che segna la fine di un piccolo pezzo di storia del quartiere e della movida fiorentina. Per anni il forno è rimasto acceso quando gran parte della città dormiva: dalle 22.30 alle 2 era Alfio a presidiare il banco, mentre dalle 5 alle 20 Sandra accoglieva i clienti del mattino.
«Adesso vogliamo andare in pensione, ma un po' di dispiacere c'è», racconta Alfio. «Sono stati vent'anni fantastici. La gente ci ha voluto bene e noi abbiamo cercato di fare sempre del nostro meglio». Il panificio era diventato soprattutto un luogo di ritrovo per tanti giovani. «Qui arrivavano ragazzi che uscivano dalle discoteche, dai cinema o dalle serate con gli amici. Qualcuno era tranquillo, qualcuno meno. Però sono sempre riuscito a tenere a bada tutti. Se vedevo che facevano troppo rumore uscivo fuori e dicevo loro di stare zitti perché i residenti stavano dormendo».
Un ruolo che spesso andava oltre quello del semplice commerciante. «Credo di aver dato il buon esempio a tanti ragazzi. Ad alcuni ho insegnato una parola importante: rispetto. Certo, qualche problema con il vicinato ogni tanto c'è stato, ma abbiamo sempre cercato di gestire le situazioni nel modo migliore possibile». Negli ultimi anni, però, il volto della notte fiorentina è cambiato profondamente. «Dopo il Covid il lavoro è cambiato nettamente», osserva Alfio. «Le abitudini delle persone sono diverse. Molti hanno iniziato a ritrovarsi nelle case e, una volta finita l'emergenza, non è più stato come prima. Di notte si vede meno gente e anche i clienti sono diminuiti».
Una trasformazione che ha interessato tutta la vita notturna cittadina e che si è riflessa anche sull'attività del forno: meno giovani in strada, meno soste davanti al bancone prima di tornare a casa. E guardando ai cambiamenti sociali degli ultimi anni, Alfio non nasconde una certa amarezza. «Oggi è tutto più complicato. Una volta c'era un clima diverso. Adesso fa impressione vedere giovani che girano con i coltelli. Sono situazioni che fanno riflettere».
Con la chiusura del panificio Santini non se ne va soltanto un'attività commerciale, ma un presidio fatto di abitudini, incontri e piccoli gesti quotidiani che hanno accompagnato le notti di Firenze per vent'anni. Una serranda che si abbassa lasciando dietro di sé ricordi, volti e il profumo di un pezzo di città che cambia. Lo scrive la Nazione.
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