Una lettera partita da una scuola dell'Oltrarno e arrivata fino in Vaticano. E una risposta che porterà con sé un ricordo indelebile per Cosimo, studente della scuola media Machiavelli, promotore insieme ai compagni di un progetto nato per ricordare i bambini morti nella Striscia di Gaza. Papa Leone XIV ha infatti voluto rispondere personalmente all'alunno, inviando un messaggio di vicinanza e una benedizione apostolica.
«Caro Cosimo, con delicato pensiero hai reso partecipe il Santo Padre della significativa iniziativa proposta a scuola in memoria dei bambini scomparsi nella Striscia di Gaza a causa della guerra chiedendo un segno di paterna vicinanza», si legge nella lettera inviata dal Vaticano tramite l'assessore monsignor Anthony Expo. «Papa Leone XIV di cuore invia la benedizione apostolica con l'augurio di camminare insieme, persone vicine, sulla via della gioia e della pace».
Il Pontefice ha ringraziato il ragazzo «per i sentimenti che hai suggerito in tale gesto», assicurando la propria preghiera per lui e per i suoi compagni. «Affinché possiate crescere nel sincero desiderio di conoscere e amare Gesù, il vero e fedele amico», prosegue il messaggio, ricordando che «un regno di pace si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l'amicizia e la cultura dell'incontro».
La lettera di Cosimo raccontava il progetto del "glicine di stoffa", nato grazie ad alcuni insegnanti della scuola Machiavelli per ricordare i bambini palestinesi uccisi dalla guerra. Durante le vacanze di Natale, agli studenti furono consegnate strisce ricavate da vecchi lenzuoli, pennarelli e un elenco di circa 19mila nomi di minori morti nella Striscia di Gaza, tratto dai registri dell'anagrafe palestinese. Su ogni striscia sono stati scritti un nome e un'età. Il progetto si è poi allargato all'intero quartiere, fino a superare i 22.638 nomi.
«Ci sono voluti giorni», aveva scritto Cosimo al Papa. «Abbiamo continuato con i nostri genitori, nonni e gli abitanti del quartiere: il nostro laboratorio all'aperto è stato il giardino dell'Ardiglione, quello dove giochiamo, corriamo, suoniamo, festeggiamo i nostri compleanni, da quando siamo piccoli». E ancora: «Un luogo nato per i bambini: ed è lì che ora un grosso "glicine" di stoffa fa muovere in cielo il nome di chi non c'è più. Abbiamo strappato le lenzuola, scritto i nomi, annodato le strisce su fili. Tutti insieme, ascoltando la musica, chiacchierando, era come se questi bambini fossero con noi, finalmente liberi nel nostro giardino».
Oltre al Vaticano, anche la Presidenza della Repubblica ha voluto manifestare la propria vicinanza al progetto attraverso una telefonata arrivata direttamente alla scuola. Un riconoscimento che premia un'iniziativa nata tra i banchi e cresciuta grazie al coinvolgimento di un intero quartiere, trasformando il dolore della guerra in un messaggio di memoria, pace e partecipazione collettiva. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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