Unica data italiana per la band di Robert Smith alla Visarno Arena. In scaletta i grandi classici e i brani del nuovo album "Songs of a Lost World"

Capelli arruffati, rossetto sbavato, abiti rigorosamente neri e quella miscela inconfondibile di malinconia, romanticismo e inquietudine che attraversa le generazioni. A oltre quarant'anni dagli esordi, i The Cure restano un punto di riferimento per chi cerca autenticità nella musica. E questa sera saranno loro a chiudere l'edizione 2026 del Firenze Rocks con l'unica data italiana del tour, attesissimi alla Visarno Arena per uno degli appuntamenti più suggestivi dell'estate musicale fiorentina.

Per chi è cresciuto negli anni Ottanta e per i più giovani che continuano a riconoscersi nelle emozioni raccontate da Robert Smith, il fascino della band inglese resta intatto. Quello dei Cure non è soltanto un immaginario estetico fatto di atmosfere dark e post-punk, ma uno spleen capace ancora oggi di dialogare con le inquietudini contemporanee. Sul palco delle Cascine è attesa una scaletta di circa trenta brani che attraverserà l'intera carriera del gruppo, dal manifesto del nuovo corso "Alone" fino a "Boys Don't Cry", il brano simbolo pubblicato nel 1979 che contribuì a definire l'identità della scena new wave internazionale.

La giornata alla Visarno Arena inizierà già nel pomeriggio. I cancelli apriranno alle 13 e alle 16 sarà il turno degli irlandesi Just Mustard, con il loro rock dalle sfumature shoegaze. Alle 17.45 saliranno sul palco gli scozzesi The Twilight Sad, guidati dalla voce intensa di James Graham, mentre alle 19.15 spazio ai Mogwai, storica formazione di Glasgow che presenterà anche i brani più recenti del proprio repertorio.

L'appuntamento più atteso scatterà però intorno alle 21.30, quando le luci della Visarno Arena si abbasseranno e i riflettori si accenderanno su Robert Smith e compagni. Tra testi che parlano di isolamento, amore universale e fragilità umana e arrangiamenti capaci di offrire un rifugio emotivo a intere generazioni di outsider, i Cure tornano a Firenze sulla scia del memorabile concerto del 2019.

Il gruppo britannico arriva inoltre in uno dei momenti più felici della propria storia recente grazie al successo di "Songs of a Lost World", quattordicesimo album in studio della band. Un disco atteso a lungo, frutto di una gestazione complessa, che ha conquistato il primo posto nelle classifiche di oltre trenta Paesi, confermando la straordinaria capacità dei Cure di reinventarsi senza mai perdere la propria anima. Firenze è pronta a lasciarsi avvolgere ancora una volta dal loro incantesimo. Lo scrive la Nazione. 


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