Dalla Sala delle Carte Geografiche di Palazzo Vecchio alle mura di San Miniato, passando per Porta Romana, le targhe dantesche e gli affreschi di Santa Maria Novella: Firenze è ricca di tesori che necessitano di restauri, ma i mecenati sembrano essere sempre più rari. Dopo gli anni d'oro tra il 2011 e il 2019, segnati da interventi simbolo come il restauro del Biancone finanziato da Ferragamo, delle Rampe sostenute dalla Fondazione CR Firenze e delle balaustre di Piazzale Michelangelo grazie a Starhotels, il sostegno privato al patrimonio comunale ha subito una brusca frenata.
L'Art Bonus, il meccanismo che consente detrazioni fiscali fino al 65% per chi finanzia restauri e interventi culturali, ha garantito dal 2011 a oggi circa 19 milioni di euro, contribuendo alla realizzazione di oltre cento interventi. Tuttavia, il trend si è progressivamente indebolito. Dopo la pandemia i grandi finanziatori si sono diradati: tra il 2021 e il 2024 sono arrivati 3,4 milioni di euro, mentre nel solo 2025 le donazioni si sono fermate a 70mila euro. Un segnale che, secondo Palazzo Vecchio, evidenzia una difficoltà ormai strutturale dello strumento. Attualmente le risorse raccolte coprono soltanto il 25% del fabbisogno annuo per i restauri: a fronte di circa 4 milioni necessari ogni anno, se ne riesce a finanziare appena uno.
Per invertire la tendenza, l'assessorato alla Cultura guidato da Giovanni Bettarini e l'ufficio Belle Arti diretto da Giorgio Caselli stanno studiando nuove strategie. L'ipotesi più concreta è la creazione di una piattaforma stabile di crowdfunding, capace di coinvolgere cittadini e piccoli donatori in un "mecenatismo diffuso", mantenendo possibilmente gli stessi incentivi fiscali previsti dall'Art Bonus. Sul tavolo c'è anche la possibilità di utilizzare la pubblicità sui ponteggi dei restauri, una soluzione che potrebbe generare fino a 350mila euro l'anno ma che richiede valutazioni attente sul piano dell'impatto visivo. Intanto qualche segnale positivo arriva già dal 2026: Palazzo Vecchio ha infatti appena chiuso un accordo Art Bonus per il restauro delle statue di Jean-Michel Folon al Giardino delle Rose. La speranza è che la rinascita del mecenatismo possa partire proprio dal contributo di tanti piccoli sostenitori. Lo scrive Repubblica Firenze.
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