La stangata sul trasporto pubblico locale è ormai realtà. Dal 1° agosto il costo del biglietto urbano per autobus e tramvia passerà da 1,70 a 2 euro, con un aumento di circa il 15%. La decisione è arrivata al termine di una lunga riunione della giunta regionale, che ha preso atto dell'insufficienza delle risorse accantonate per evitare il rincaro. A pagare il conto saranno soprattutto utenti e famiglie, mentre si cerca ancora una soluzione per limitare l'impatto sulle categorie più fragili.
L'aumento è il risultato di due fattori: da una parte il 7% previsto dal contratto di servizio come adeguamento tariffario per il 2026, dall'altra l'8% legato al recupero dell'inflazione. A pesare sono anche i maggiori costi sostenuti da Autolinee Toscane, tra rincari dei carburanti e aumento dei prezzi dell'energia elettrica. Restano invece in bilico le agevolazioni per gli studenti under 26 sulle tratte extraurbane, una misura sostenuta dal Comune di Firenze e dalle organizzazioni sindacali, sulla quale sono attesi chiarimenti nelle prossime ore.
Più contenuti gli aumenti sugli abbonamenti, che dovrebbero fermarsi intorno al 7%, legati esclusivamente all'adeguamento inflattivo. Tuttavia, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani non ha ancora rinunciato all'idea di attenuare l'impatto economico per pendolari e famiglie: nelle prossime settimane convocherà i sindaci toscani per verificare la disponibilità dei Comuni ad aumentare il proprio contributo al trasporto pubblico locale. Se arriveranno nuove risorse, gli abbonamenti potrebbero evitare ulteriori rincari. In caso contrario, la manovra sarà inevitabile e per migliaia di cittadini si tradurrà in una vera e propria doccia fredda. Lo scrive la Nazione.
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