Nuovo ostacolo sulla strada del concordato preventivo per l'ex Gkn di Campi Bisenzio. La relazione dei commissari giudiziali Enrico Terzani e Daniele Fico, depositata nelle scorse ore su incarico del giudice delegato Maria Novella Legnaioli, lancia infatti un segnale d'allarme sulla sostenibilità del piano da 22 milioni di euro presentato per rilanciare il sito produttivo chiuso nel luglio 2021, quando oltre 400 lavoratori scoprirono via e-mail la perdita del posto di lavoro.
Nell'analisi vengono prospettati due possibili scenari. Il primo è quello più favorevole: partendo da un passivo concordatario rettificato di circa 28,7 milioni di euro, consentirebbe il pagamento integrale dei creditori privilegiati, dei dipendenti e dei professionisti, oltre a garantire il soddisfacimento del 49,14% dei crediti di Inps e Inail. Ai creditori chirografari, per i quali la legge prevede una soglia minima del 20%, verrebbe riconosciuto il 27%, rendendo il concordato ammissibile.
Ben più critico il secondo scenario ipotizzato dai commissari, che mette in discussione l'intera operazione. In questo caso, infatti, il concordato preventivo «risulterebbe inammissibile», salvo una riduzione del passivo attraverso accordi con i dipendenti oppure un nuovo apporto di finanza esterna sufficiente a ripristinare le soglie minime previste dalla normativa. Il piano presentato dall'azienda prevede la distribuzione dei 22 milioni principalmente ai creditori con prelazione, mentre non sarebbero previste risorse per i creditori chirografari e per quelli privilegiati incapienti, che vantano crediti complessivi superiori a 6,7 milioni di euro.
I tecnicismi contenuti nella relazione sono ora al vaglio dei legali dei lavoratori. Dopo le assemblee di presentazione del piano, dal prossimo 20 giugno e per i successivi trenta giorni si aprirà la fase delle votazioni da parte dei creditori. Il passaggio successivo sarà quello dell'omologa da parte del tribunale, che però appare oggi meno scontata proprio alla luce delle criticità evidenziate dai commissari. Senza un'intesa significativa con i dipendenti o senza nuove risorse economiche, il rischio di una liquidazione giudiziale tornerebbe a essere concreto.
Nel progetto di rilancio resta coinvolta anche Idea Group, partner di Qf nell'operazione e già protagonista di un'esperienza analoga a San Giovanni Valdarno. «Al momento è prematuro parlare del progetto – ha spiegato l'amministratore Vincenzo Graniglia –. Sicuramente ci sarà bisogno di forza lavoro e, se tra gli ex operai ci saranno figure qualificate anche per la nostra attività, siamo disponibili a valutarne i profili».
Dopo quasi cinque anni di vertenze, mobilitazioni e incertezze, il destino dell'ex Gkn resta dunque appeso a un equilibrio fragile: tra la possibilità di un nuovo futuro produttivo e il ritorno dello spettro del fallimento. Lo scrive la Nazione.
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