Dopo il sequestro preventivo di sette sezioni del carcere di Sollicciano disposto dall'autorità giudiziaria fiorentina, arriva la replica del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. In una nota, il Dap sottolinea di aver già affrontato negli ultimi anni alcune delle criticità della struttura attraverso interventi mirati, ma riconosce la necessità di un'operazione ben più ampia.
«Preso atto delle complesse e urgenti condizioni strutturali dell'istituto penitenziario, il Dap ha risolto alcune problematiche effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi», si legge nella nota. «Essendo però necessario un intervento di maggiore portata, è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell'istituto la somma di 9 milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di Bilancio 2025».
Il Dipartimento spiega inoltre che il percorso per la riqualificazione era già stato avviato prima del provvedimento della magistratura. «Il 15 maggio scorso si è proceduto all'aggiudicazione della progettazione dei lavori per la completa riqualificazione della casa circondariale e, allo stesso tempo, si stava valutando di anticipare alcuni interventi prioritari rispetto alla progettazione complessiva, così da velocizzare i tempi».
Proprio in funzione dei lavori programmati, il Dap conferma che era già previsto il trasferimento di una parte dei detenuti in altri istituti penitenziari dotati di reparti recentemente ristrutturati. «Si darà corso ai lavori necessari nei reparti oggetto di sequestro e al trasferimento dei detenuti che oggi li ospitano secondo quanto già previsto», conclude il Dipartimento.
Quella di Sollicciano resta però una vicenda che si trascina da anni tra polemiche, denunce e procedimenti giudiziari. Già nel gennaio scorso la Corte d'Appello di Firenze aveva parlato della necessità di eseguire «lavori radicali al carcere o chiuderlo», evidenziando come i detenuti fossero costretti a vivere «in condizioni contrarie al principio di umanità». Negli ultimi anni non sono mancate neppure tensioni interne all'amministrazione penitenziaria: la direttrice Antonella Tuoni era stata oggetto di sanzioni e ispezioni da parte del Dap nel 2024, provvedimenti successivamente annullati dal Tar, che ha anche condannato il Ministero della Giustizia al risarcimento nei suoi confronti. Lo scrive la Nazione.
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