AGGIORNATA - Con la norma contro i deep fake contenuta nella legge sull'Ia "vogliamo che sia tutelato il cittadino, il consumatore: chi si approccia ai sistemi di informazione deve saper riconoscere un contributo prodotto da una mente umana, da una responsabilità umana, un contributo analogico e digitale". Lo ha detto Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Informazione e all'editoria, in un videomessaggio inviato a un convegno sulla decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea nel caso Meta-Agcom, promosso dal Florence Observatory on Digital Regulation all'Università di Firenze.
"Dobbiamo tornare a credere - ha proseguito -, a fidarci di quello che vediamo, ascoltiamo e leggiamo. Questa partita è molto complessa: è di queste ore, di questi giorni il caso in Argentina del governo Milei che sta pensando di consentire l'accesso ai sistemi industriali delle corporation non human, cioè non controllate, non a responsabilità umana. Pensate a quello che può essere uno scenario del genere, proprio per il nostro campo, per quello dell'editoria, dell'informazione e della protezione del diritto d'autore".
Secondo Barachini c'è poi "il tema della prominence, cioè della visibilità dei contenuti. Grandi distributori oggi hanno la possibilità di essere specificamente editori, di fare una scaletta di contenuti, di decidere quali contenuti sono visibili e per uno Stato, per una nazione, questo non deve essere consentito: la visibilità di contenuti di interesse nazionale deve essere garantita". Infine, per il sottosegretario, "c'è il tema della governance dei dati, della sovranità dei dati, perché se gli Stati, tutti, e anche a livello europeo, non si mettono d'accordo su una protezione dei dati, purtroppo torneremo a concedere un numero eccessivo di dati sensibili dei nostri paesi a piattaforme che potrebbero rapidamente farne un uso distorto o non etico".
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"Sul tema dell'equo compenso dobbiamo rendere più facili gli accordi tra editori e piattaforme" e "dobbiamo superare l'opacità dei sistemi internazionali, delle grandi piattaforme e degli over the top". Lo ha affermato Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Informazione e all'editoria, in un videomessaggio inviato a un convegno sulla decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea nel caso Meta-Agcom, promosso dal Florence Observatory on Digital Regulation all'Università di Firenze.
"Insieme alla Francia - ha proseguito - stiamo pensando, ad esempio, a rovesciare l'onere della prova", per cui "non dovranno più essere i titolari di diritti a dimostrare che i propri materiali protetti da copyright sono stati utilizzati per l'allenamento dell'Ia, ma dovranno essere le piattaforme a dimostrare di non averli utilizzati", e poi "si può studiare anche una formula come quella che sta mettendo in atto il governo australiano, dove se non si raggiungono degli accordi con gli editori si arriva a una compensazione con 2,25% di tassazione sui profitti prodotti proprio nel paese".
"Dobbiamo tornare a credere - ha proseguito -, a fidarci di quello che vediamo, ascoltiamo e leggiamo. Questa partita è molto complessa: è di queste ore, di questi giorni il caso in Argentina del governo Milei che sta pensando di consentire l'accesso ai sistemi industriali delle corporation non human, cioè non controllate, non a responsabilità umana. Pensate a quello che può essere uno scenario del genere, proprio per il nostro campo, per quello dell'editoria, dell'informazione e della protezione del diritto d'autore".
Secondo Barachini c'è poi "il tema della prominence, cioè della visibilità dei contenuti. Grandi distributori oggi hanno la possibilità di essere specificamente editori, di fare una scaletta di contenuti, di decidere quali contenuti sono visibili e per uno Stato, per una nazione, questo non deve essere consentito: la visibilità di contenuti di interesse nazionale deve essere garantita". Infine, per il sottosegretario, "c'è il tema della governance dei dati, della sovranità dei dati, perché se gli Stati, tutti, e anche a livello europeo, non si mettono d'accordo su una protezione dei dati, purtroppo torneremo a concedere un numero eccessivo di dati sensibili dei nostri paesi a piattaforme che potrebbero rapidamente farne un uso distorto o non etico".
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"Sul tema dell'equo compenso dobbiamo rendere più facili gli accordi tra editori e piattaforme" e "dobbiamo superare l'opacità dei sistemi internazionali, delle grandi piattaforme e degli over the top". Lo ha affermato Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Informazione e all'editoria, in un videomessaggio inviato a un convegno sulla decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea nel caso Meta-Agcom, promosso dal Florence Observatory on Digital Regulation all'Università di Firenze.
"Insieme alla Francia - ha proseguito - stiamo pensando, ad esempio, a rovesciare l'onere della prova", per cui "non dovranno più essere i titolari di diritti a dimostrare che i propri materiali protetti da copyright sono stati utilizzati per l'allenamento dell'Ia, ma dovranno essere le piattaforme a dimostrare di non averli utilizzati", e poi "si può studiare anche una formula come quella che sta mettendo in atto il governo australiano, dove se non si raggiungono degli accordi con gli editori si arriva a una compensazione con 2,25% di tassazione sui profitti prodotti proprio nel paese".
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