L'Osservatorio 'Controvento' fotografa le eccellenze regionali: nel Fiorentino 108 aziende d'oro generano 2,3 miliardi di ricavi. Ma cresce il rischio polarizzazione.

C’è una parte della manifattura toscana che viaggia a velocità doppia rispetto al resto del sistema economico, e il suo motore principale si conferma il territorio fiorentino. In tutta la regione sono 395 le imprese manifatturiere capaci di viaggiare "controvento", ottenendo cioè risultati significativamente superiori alla media. Questo gruppo d'élite rappresenta il 5,9% del totale del comparto, occupa oltre 13.500 addetti e produce ricavi per ben 5,5 miliardi di euro, con un valore aggiunto che sfiora i 2 miliardi (l'11,3% del totale regionale).

I dati emergono dalla settima edizione dell'Osservatorio 'Controvento', curato da Nomisma in collaborazione con Crif e Cribis, che ha analizzato un universo regionale di oltre 6.600 imprese manifatturiere (che complessivamente occupano 171.000 addetti e fatturano 85 miliardi).

Il primato assoluto di Firenze

La mappa regionale delle eccellenze vede la provincia di Firenze dominare incontrastata la classifica, staccando nettamente gli altri territori sia per numero di aziende che per volume d'affari:

  • Firenze: 108 imprese Controvento e 2,3 miliardi di ricavi (da sola genera oltre il 40% del valore dell'intero cluster regionale).

  • Arezzo: 72 imprese (571 milioni di ricavi).

  • Lucca: 31 imprese (585 milioni di ricavi).

  • Siena: 30 imprese (580 milioni di ricavi).

  • Pisa: 39 imprese.

  • Pistoia: 36 imprese.

L'Ebitda complessivo di queste realtà eccellenti toscane tocca quota 1,2 miliardi di euro, incidendo per il 16% sul totale del manifatturiero regionale.

Il paradosso delle grandi imprese e il rischio polarizzazione

Nonostante gli ottimi numeri complessivi, lo studio di Nomisma, Crif e Cribis mette in luce un elemento di forte criticità: le grandi imprese Controvento della Toscana registrano margini di guadagno nettamente inferiori rispetto alla media delle aziende della stessa dimensione a livello nazionale. Al contrario, sono le micro e piccole imprese del territorio a sovraperformare e a trainare la redditività complessiva.

L'altro grande campanello d'allarme per il tessuto economico locale è il divario sempre più profondo tra chi corre e chi arranca. Il gap di redditività tra le aziende eccellenti e quelle ordinarie si sta ampliando progressivamente nel tempo, a causa del costante arretramento di queste ultime. Come evidenziato nella nota di sintesi dell'Osservatorio, "questa polarizzazione crescente rappresenta oggi il principale fattore di rischio per la tenuta complessiva del sistema economico regionale".

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