"Se ci si affida esclusivamente sulle bellezze della Toscana, sulla capacità di essere un polo meraviglioso per il turismo, poi si vivrà solamente di turismo", mentre invece "bisogna disegnare un tessuto industriale che sappia crescere, che sappia puntare sull'innovazione". Lo ha detto Lucia Aleotti, azionista e membro del board di Menarini, e vicepresidente di Confindustria, a margine dell'evento 'Disegnare il futuro' oggi a Firenze.
"Per fare questo - ha affermato - servono ovviamente anche i percorsi formativi per i giovani, e imprese in grado di attrarre i giovani. Per aiutare le imprese a loro volta, è importante che ci sia un alleggerimento di tutti i vincoli burocratici che oggi spingono un giovane, invece che a creare un'impresa, a dedicarsi a qualcos'altro, magari alla rendita".
Per quanto riguarda gli ultimi dati Istat positivi sull'export regionale, Aleotti ha sottolineato che "c'è una grande spaccatura a livello settoriale, perché sappiamo che sono farmaceutica e metalli, quindi l'oro sostanzialmente, a tirare le esportazioni, e quindi di fatto sono poche aziende. Quello che manca adesso è la capacità competitiva diffusa del territorio, che la Toscana deve assolutamente recuperare: perché se non si recupera questo, e quindi non si fa un'operazione di sistema, focalizzandosi sulla politica industriale e mettendo veramente l'industria al centro, noi andremo verso un tessuto regionale che si impoverisce e si basa esclusivamente sulla fonte turistica. Non vogliamo essere esclusivamente una bella terra da visitare".
"Per fare questo - ha affermato - servono ovviamente anche i percorsi formativi per i giovani, e imprese in grado di attrarre i giovani. Per aiutare le imprese a loro volta, è importante che ci sia un alleggerimento di tutti i vincoli burocratici che oggi spingono un giovane, invece che a creare un'impresa, a dedicarsi a qualcos'altro, magari alla rendita".
Per quanto riguarda gli ultimi dati Istat positivi sull'export regionale, Aleotti ha sottolineato che "c'è una grande spaccatura a livello settoriale, perché sappiamo che sono farmaceutica e metalli, quindi l'oro sostanzialmente, a tirare le esportazioni, e quindi di fatto sono poche aziende. Quello che manca adesso è la capacità competitiva diffusa del territorio, che la Toscana deve assolutamente recuperare: perché se non si recupera questo, e quindi non si fa un'operazione di sistema, focalizzandosi sulla politica industriale e mettendo veramente l'industria al centro, noi andremo verso un tessuto regionale che si impoverisce e si basa esclusivamente sulla fonte turistica. Non vogliamo essere esclusivamente una bella terra da visitare".
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