Comuni, sindacati e opposizioni chiedono alla Regione di rivedere gli aumenti in vigore dal 1° agosto. Funaro: «Non siamo d’accordo con questa manovra»

L’aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale deciso dalla Regione Toscana continua a far discutere. In vista dell’entrata in vigore dei rincari dal prossimo 1° agosto, si moltiplicano le richieste di revisione da parte di cittadini, sindacati, associazioni e forze politiche. Per cercare una mediazione è stato convocato lunedì un incontro tra la Regione e i sindaci dei principali capoluoghi interessati, con la partecipazione della sindaca di Firenze Sara Funaro, del sindaco di Prato Matteo Biffoni e del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi Capecchi.

Al centro del confronto ci sarà soprattutto il tema degli abbonamenti. Funaro porterà al tavolo la richiesta di neutralizzare gli aumenti e di evitare che gli incentivi economici messi in campo dai Comuni vengano di fatto cancellati dai rincari. «Le amministrazioni già fanno la propria parte, investiamo 31 milioni di euro sul trasporto pubblico locale. Ho detto chiaramente che non siamo d’accordo con la manovra fatta su biglietti e abbonamenti», ha dichiarato la sindaca, che ha anche puntato il dito contro la scarsità di risorse nazionali destinate al settore.

Sulla stessa linea Matteo Biffoni, secondo cui il sistema del trasporto pubblico necessita di una revisione complessiva. «Vogliamo dialogare con la Regione per capire se è possibile attenuare questo provvedimento. Non possiamo scaricare i rincari sui cittadini e sui Comuni», ha affermato il sindaco di Prato. Anche il primo cittadino di Pistoia ha ribadito la necessità di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici attraverso tariffe contenute e maggiori agevolazioni.

Le critiche arrivano anche dal Consiglio regionale. Il capogruppo di Forza Italia Marco Stella ha annunciato una mozione contro gli aumenti, mentre il consigliere di Italia Viva Francesco Casini contesta la mancanza di un confronto preventivo all’interno della maggioranza. Duro infine il giudizio del sindacato. Massimo Milli, rappresentante della FAISA-CISAL e autista di Autolinee Toscane, sostiene che i rincari non possano essere la risposta alle difficoltà del servizio: «Capisco le ragioni della scelta, ma non si può continuare a far pagare sempre agli utenti le conseguenze di un sistema che da anni mostra criticità».

Il vertice di lunedì potrebbe rappresentare l’ultima occasione per individuare correttivi prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe. Al momento, però, la Regione non sembra intenzionata a fare passi indietro, rendendo la trattativa particolarmente delicata. Lo scrive la Nazione. 

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