Quasi 8mila maturandi alle prese con la prima prova. Tra le tracce più gettonate quelle sulla meraviglia, la democrazia e il valore dei ricordi

Sono stati 7.891, di cui 230 candidati esterni, gli studenti fiorentini impegnati nella prima prova dell’esame di maturità. Archiviato il tema d’Italiano, l’attenzione è già rivolta alla seconda prova, quella caratterizzante per ogni indirizzo di studi. Sette le tracce proposte dal Ministero, tra analisi del testo, temi argomentativi e riflessioni di attualità, con argomenti che hanno spaziato da Cesare Pavese a Vitaliano Brancati, dalla Costituzione alla capacità di stupirsi davanti alla natura.

Tra i maturandi del liceo Michelangelo, una delle tracce più apprezzate è stata quella tratta dall’articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann sul rapporto con la meraviglia. «Mi ha colpito subito perché abito in campagna», racconta Gioele Biagi, primo a uscire dall’istituto. Martina Pieralli ha invece scelto il testo sui confini, sviluppando una riflessione sul passaggio tra giovinezza ed età adulta. Molti studenti hanno sottolineato come, alla vigilia dell’esame, si aspettassero tracce legate all’intelligenza artificiale o ai grandi temi dell’attualità internazionale, rimasti invece fuori dalle proposte ministeriali.

Al Salvemini-Duca d’Aosta, Niccolò Bastiani ha optato per il discorso di insediamento di Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente, sviluppando un elaborato dedicato ai valori della democrazia e della Costituzione. «Mi aspettavo una traccia sulla Costituzione», spiega lo studente, che ha collegato il tema anche all’esperienza maturata come rappresentante studentesco in Consiglio regionale. Noemi Viviano ha invece scelto la traccia sulla meraviglia, interpretandola attraverso il pensiero sociologico di Max Weber e Georg Simmel.

Non sono mancati percorsi più letterari. Beatrice Bacci ha sviluppato l’analisi del testo di Brancati concentrandosi sul valore della memoria e delle radici, mentre Leonardo Santarelli, del Santa Maria degli Angeli, ha affrontato il tema sulla meraviglia collegandolo a D’Annunzio, Pascoli e Montale. Tra emozione e sollievo, molti studenti hanno salutato la fine di un percorso lungo cinque anni. «Questa scuola mi ha insegnato a chiedermi il perché delle cose senza darle per scontate», racconta Gioele Biagi. Un pensiero che sintetizza bene lo spirito di una giornata destinata a restare impressa nella memoria di migliaia di maturandi fiorentini. Lo scrive la Nazione. 

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