Pitti Uomo si avvia alla conclusione con numeri sostanzialmente in linea con le aspettative. Secondo i primi dati diffusi dagli organizzatori, i compratori presenti alla manifestazione sono stati circa 11mila, in calo del 3% rispetto all’edizione di giugno 2025. I visitatori complessivi hanno invece superato quota 15mila, confermando le previsioni della vigilia e la capacità dell’evento di attrarre operatori e appassionati del settore da tutto il mondo.
A tracciare il bilancio provvisorio è stato Ivano Cauli, amministratore delegato di Pitti Immagine, che ha evidenziato l’andamento positivo di diversi mercati internazionali. In crescita le presenze provenienti da Germania, Stati Uniti, Hong Kong e Canada, mentre hanno mostrato una buona tenuta anche i Paesi scandinavi e quelli del Sud-Est asiatico, come Corea del Sud, Taiwan e Singapore. Da segnalare inoltre il forte incremento dei buyer provenienti dall’Europa orientale, in particolare Romania, Polonia, Ungheria e persino Ucraina.
Più difficile, invece, la situazione per alcuni mercati tradizionali dell’Europa occidentale, con alcune eccezioni come Svizzera, Austria e Irlanda. Secondo Cauli, il rallentamento registrato da Paesi più lontani, come l’Australia, potrebbe essere legato all’incertezza internazionale e ai costi elevati dei viaggi, programmati nei mesi in cui i conflitti globali avevano raggiunto una fase particolarmente critica.
Tra gli appuntamenti più attesi dell’ultima giornata spicca quello della stilista Simone Rocha, protagonista al Teatro della Pergola con la sua prima collezione maschile. Una sfilata dal forte impatto scenografico, con modelli e pubblico distribuiti tra palco e platea in una rappresentazione che ha attraversato diverse età e identità dell’universo maschile.
La collezione ha proposto un uomo elegante e delicato, caratterizzato da ricami, lavorazioni artigianali e richiami alla moda ottocentesca. Fonte d’ispirazione dichiarata è stata il film A Room with a View (Camera con vista), evocato attraverso tessuti come lino traforato, lana veneziana, jersey di seta a righe e raffinati dettagli decorativi. Un finale suggestivo per un’edizione che, pur registrando una lieve flessione nei numeri, conferma il ruolo di Firenze come punto di riferimento internazionale per la moda maschile. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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