Biglietti ferroviari più cari del 5,6%, mentre gli abbonamenti restano invariati. La Regione prova a contenere gli aumenti su bus e tram, ma le polemiche non si placano

La delibera regionale che ha introdotto gli aumenti per il trasporto pubblico locale non riguarda soltanto autobus e tram. Dal 1° agosto scatterà infatti anche un rincaro per i biglietti dei treni regionali. L’adeguamento tariffario, approvato all’unanimità dalla giunta regionale, prevede un aumento del 5,6% sui titoli di viaggio delle singole corse ferroviarie gestite da Trenitalia e Trasporto Ferroviario Toscano, frutto dell’aggiornamento all’inflazione e del recupero delle rivalutazioni non applicate negli ultimi due anni.

La buona notizia per pendolari e utenti abituali è che gli abbonamenti ferroviari non subiranno aumenti. Diversa la situazione per bus e tram, dove l’intesa raggiunta tra Regione e Autolinee Toscane ha consentito di contenere gli aumenti degli abbonamenti al +8,9%, evitando rincari più pesanti e salvaguardando gli studenti under 26 che utilizzano le linee extraurbane.

Dietro questa scelta, però, c’è un costo significativo per le casse regionali. Secondo le stime contenute nella delibera, la mancata applicazione dell’aumento agli abbonamenti extraurbani per studenti comporterà un mancato introito superiore a un milione di euro tra agosto 2026 e giugno 2027, somma che dovrà essere compensata dalla Regione. E all’orizzonte si profila già una nuova criticità: nel 2030 il contratto di servizio prevede ulteriori adeguamenti legati al rinnovo della flotta di Autolinee Toscane, con un possibile incremento stimato intorno al 7%, a cui andrà aggiunto l’effetto dell’inflazione. Uno scenario che rischia di tradursi in nuovi aumenti per gli utenti del trasporto pubblico toscano. Lo scrive la Nazione. 

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