Sarà Nomadi a chiudere domani sera in piazza Giotto a Vicchio l’edizione 2026 di Etnica, il festival organizzato dal Jazz Club of Vicchio. Sul palco salirà una delle band più longeve della storia della musica mondiale, seconda soltanto ai The Rolling Stones per continuità artistica. A guidare il gruppo sarà ancora una volta Beppe Carletti, unico membro presente fin dalla nascita della formazione nel 1963.
«Abbiamo un repertorio incredibile, fatto di testi forti e mai banali», racconta Carletti. Il concerto proporrà i grandi classici che hanno accompagnato generazioni di italiani, da Io vagabondo a Noi non ci saremo, passando per Dio è morto e Canzone per un’amica. Accanto ai successi storici, la band porterà anche brani più recenti, tra cui una canzone dedicata al tema del femminicidio.
Nel corso dell’intervista, Carletti ha ricordato con emozione la figura di Augusto Daolio, ammettendo che dopo la sua scomparsa aveva pensato che l’avventura del gruppo fosse finita. «Poi dalle ceneri si può rinascere», spiega. Oggi i Nomadi continuano ad attrarre anche i più giovani: «Ci sono ragazzi di 16 anni che vengono ai concerti e vogliono fare una foto con noi. Vuol dire che qualcosa è rimasto dentro».
Un passaggio speciale è dedicato anche all’amicizia e alla collaborazione con Francesco Guccini, autore di alcuni dei brani più celebri della band. «C’è sempre stato un rapporto di stima reciproca. Mi dispiace soltanto che non siamo mai riusciti a fare un tour insieme», racconta Carletti. Un legame che ha contribuito a costruire una parte importante della storia della musica italiana e che domani tornerà a riecheggiare sul palco di Vicchio davanti a un pubblico pronto a cantare canzoni che, dopo oltre mezzo secolo, continuano a parlare al presente. Lo scrive la Nazione.
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