Oltre 120 visitatori nelle prime aperture. I fratelli Margarito rilanciano lo storico museo con eventi, concerti e iniziative dedicate ai giovani

Dopo anni di scarsa visibilità, il Museo di San Sebastiano de’ Bini, in via Romana, torna ad aprirsi alla città grazie all’impegno dei fratelli Leonardo e Jacopo Margarito e del priore di San Felice in Piazza, don Gianfranco Rolfi. Le prime aperture hanno già registrato oltre 120 visitatori, segnale dell’interesse per uno dei luoghi più autentici e meno conosciuti dell’Oltrarno fiorentino.

L’edificio affonda le sue radici tra il XII e il XIII secolo, quando nacque come ospizio per i pellegrini diretti a Roma. Nel Cinquecento divenne la cappella della famiglia Bini e nel corso dei secoli ha ospitato confraternite religiose, attività artigianali e perfino una sala prove musicale. Oggi conserva un importante patrimonio artistico che comprende la celebre Madonna dell’Umiltà, rubata negli anni Trenta e recuperata quarant’anni dopo, oltre a un crocifisso ligneo del Quattrocento, opere riconducibili alla tradizione di Lorenzo Ghiberti, lavori di Giovanni Bilivert e l’Ancona di Baccio d'Agnolo.

Il progetto punta a trasformare il museo in uno spazio culturale vivo, rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Oltre alle visite guidate, sono previsti concerti, incontri ed eventi artistici, con particolare attenzione ai musicisti under 35. Tra i protagonisti dell’iniziativa c’è Jacopo Margarito, studente del Conservatorio Luigi Cherubini e direttore della Corale di San Felice in Piazza. Il prossimo appuntamento prevede una performance gratuita del soprano Daniela Di Pasquale accompagnata al pianoforte da Valentina Cocco, confermando la volontà di fare del museo un nuovo punto di riferimento culturale per Firenze. Lo scrive la Nazione. 

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